BRUXELLES BOCCIA LA MANOVRA ITALIANA

DI GIORGIO DELL’ARTI

Centenari
La Sardegna, con un milione e 650 mila di abitanti, ha 380 centenari, cioè ogni centomila abitanti ci sono 22 centenari, mentre nel resto del pianeta i centenari si contano a 6 ogni centomila. La cosa è studiata, specialmente riguardo alla lunghezza dei telomeri (la parte terminale dei cromosomi), esiste un data base (progetto AkeA) che ha catalogato il genoma dei 380 mila vecchissimi che abitano i 367 comuni in cui i centenari sono più numerosi, ma del mistero non si è comunque venuti a capo. S’è comunque constatato che su 35 mila cognomi sardi, quelli dei centenari sono solo 1.200 e che dalla lettura delle antiche epigrafi romane (I, II, III secolo dopo Cristo) si capisce che di centenari ce n’erano in sovrannumero anche allora [Zoja, Avvenire].

L’Europa ha bocciato la manovra italiana
Come previsto, la manovra italiana è stata bocciata. La Commissione europea ha raccomandato di aprire una procedura di infrazione per deficit eccessivo nei confronti dell’Italia. In sostanza, la Commissione ha concluso che la manovra presentata a fine settembre dal governo Conte potrebbe violare i parametri europei sulla riduzione del debito, e mettere in pericolo la stabilità dell’economia nazionale. Nel comunicato con cui ha annunciato la decisione, la Commissione cita fra le ragioni «gli ampi divari dell’Italia rispetto al parametro di riduzione del debito», «il fatto che i piani del governo implicano un notevole passo indietro sulle passate riforme strutturali volte a stimolare la crescita», e infine «il rischio di deviazione significativa dal percorso di aggiustamento» concordato nei mesi scorsi. Repliche dal governo alla bocciatura: Conte si dice «disponibile a valutare con Juncker i passaggi successivi»; Tria afferma che «la manovra assicura il totale controllo dei conti pubblici» e che «drammatizzare il dissenso tra Italia e Ue danneggia tutti»; Di Maio: «Bruxelles si convincerà che la manovra riduce il debito; Salvini: «Adesso aspetto la lettera di Babbo Natale»». In realtà Salvini sarebbe disposto a tagliare qualche miliardo da reddito di cittadinanza e platea, restringendo la platea dei beneficiati. Di Maio, per ora, benché «preoccupatissimo», non è d’accordo.
Nelle prossime settimane la raccomandazione della Commissione sarà esaminata dal Consiglio dell’Ue che, a meno di sorprese, aprirà ufficialmente, fra dicembre e gennaio, la procedura di infrazione. A quel punto il governo italiano avrà dai tre ai sei mesi di tempo per rimediare. Se non lo farà, il Consiglio dovrà imporre delle sanzioni economiche (nessun paese, finora, è mai arrivato a quel punto).

La volontaria italiana rapita in Kenia
Silvia Costanza Romano, 23 anni, milanese, volontaria dell’organizzazione Africa Milele, è stata rapita martedì sera intorno alle 20 a Chakama, sulla costa sudorientale del Kenya. Un gruppo di uomini armati di machete e kalashnikov ha fatto irruzione nella sede della onlus, sparando e ferendo gravemente anche un ragazzino di 12 anni, prima di schiaffeggiare, legare e portare via la Romano. Non c’è stata ancora alcuna rivendicazione. Èossibile che si tratti dei terroristi somali Shabaab. La ragazza italiana, che aveva già lavorato alcuni mesi in Kenya, era tornata a inizio mese nel paese africano per un progetto di sostegno all’infanzia.
«Il ritratto di Silvia assomiglia molto al profilo della maggior parte dei cooperanti che partono dall’Italia. Sono 6.400, armati di molto entusiasmo e buona volontà, operano in 116 Paesi. Le donne sono maggiormente presenti con un bel 54%, mentre la presenza maschile si attesta al 46%. Fra le donne cooperanti l’86% lavora all’estero, mentre soltanto il 14% sceglie di rimanere in Italia; gli operatori maschili invece sono impegnati per l’81% in Italia e per il 19% all’estero» [Furlanetto, Sole].

«Ha ragione chi pensa, dice o scrive che la giovane cooperante milanese rapita in Kenya da una banda di somali avrebbe potuto soddisfare le sue smanie d’altruismo in qualche mensa nostrana della Caritas, invece di andare a rischiare la pelle in un villaggio sperduto nel cuore della foresta. Ed è vero che la sua scelta avventata rischia di costare ai contribuenti italiani un corposo riscatto. Ci sono però una cosa che non riesco ad accettare e un’altra che non riesco a comprendere. Non riesco ad accettare gli attacchi feroci a qualcuno che si trova nelle grinfie dei banditi. E non riesco a comprendere che tanta gente possa essersi così indurita da avere dimenticato i propri vent’anni. L’energia pura, ingenua e un po’ folle che a quell’età ti spinge ad abbracciare il mondo intero, a volerlo conoscere e, soprattutto, a illuderti ancora di poterlo cambiare. Silvia Romano non ruba, non picchia, non spaccia. Non appartiene alla tribù dei lamentosi e tantomeno a quella degli sdraiati. La sua unica colpa è di essere entusiasta e sognatrice. A suo modo, voleva aiutarli a casa loro. Chi in queste ore sul web la chiama “frustrata”, “oca giuliva” e “disturbata mentale” non sta insultando lei, ma il fantasma della propria giovinezza» [Gramellini, CdS].