PER WOODY ALLEN E’ UN PERIODO COMPLICATO

DI GIOVANNI BOGANI

È un periodo davvero complicato per la carriera di una delle icone del cinema mondiale come Woody Allen. Senza novità rispetto alla verità giudiziaria che lo ha assolto pienamente ormai decenni fa, con una lotta fra figliastri che lo accusano o lo assolvono in pieno, il ritorno in epoca di #MeToo della controversia sulla presunta molestia sessuale di cui sarebbe stato colpevole il regista newyorkese nei confronti di minore gli sta rovinando la fine della carriera. In tanti si sono succeduti nel dirsi dispiaciuti di aver lavorato con lui, con poche eccezioni coraggiose come Alec Baldwin, Javier Bardem o Diane Keaton.

Ora è il turno di Jude Law di dare la sua opinione, con molta discrezione. Nel cast del secondo Animali fantastici nei panni di Albus Silente e presto all’esordio nei cinecomic in Captain Marvel, sta vivendo un momento magico e tornerà in The New Pope a dimostrare le doti carismatiche dimostrate con la direzione di Paolo Sorrentino. Ci sarebbe anche un altro film, pronto da tempo, in cui è protagonista: A Rainy Day in New York, diretto per l’appunto da Woody Allen, con nel cast Selena Gomez, due pubblicamente pentiti dell’esperienza come Timothée Chalamet e Rebecca Hall, Elle Fanning, Diego Luna, Liev Schreiber. Una produzione Amazon Studios che minaccia di rimanere per sempre chiusa nei cassetti, a causa delle non provate accuse provenienti dal passato.

“È un enorme peccato”, ha dichiarato Law al New York Times, “dovrebbe essere distribuito, mi piacerebbe vederlo in sala. Molte persone hanno lavorato sodo per farlo, ovviamente Woody Allen incluso. Non volevo essere coinvolto in questa polemica, ad essere onesto. Non credo sia mio compito commentare, è una situazione troppo delicata. Penso sia stato detto e scritto abbastanza, è una questione privata. Non so se lavorerei con lui ancora, dovrei valutare con attenzione”.