SILVIA ROMANO TRAVOLTA DALL’ODIO DEI LEONI DA TESTIERA

DI MARCO FURFARO

Lei è Silvia Costanza Romano, ha 23 anni, di Milano, e lavora come volontaria per la Africa Milele Onlus.Ieri sera è stata rapita in Kenya, dove si trovava appunto per la sua missione, da un commando del gruppo fondamentalista islamico al Shabaab. Silvia si occupa di sostegno all’infanzia. Aiuta le persone – i bambini – “a casa loro”, insomma, come vorrebbe d’altronde la montante propaganda xenofoba che sta sommergendo l’Italia. Un aiuto concreto, vero, umanitario e meraviglioso. Ma neanche questo è bastato a fermare i “leoni da tastiera”, oggi. Neanche davanti al rapimento di una ragazzina si sono fermate le ondate di fango e odio.

“Oca giuliva, potevi stare a casa e aiutare gli italiani”, “te lo meriti”, “te la sei cercata”, “magari ora dobbiamo pure pagare per riaverla indietro”. La solita, insulsa merda (scusate il francesismo) cui assistiamo ogni volta che succede una storia simile. Perché la verità è una soltanto. La peggior politica sta fomentando odio su odio. E questo è il risultato. Perché questo accade quando si danno in pasto alla folla delle ragazzine come accaduto ieri con il post di Salvini, si da la caccia al povero e ai migranti come avviene a Roma con gli sgomberi del Baobab, si fa finta di dire che si fa per gli altri, quando degli altri non interessa nulla. Né a casa nostra, né tanto meno a casa loro.
E questa è la loro più grande sconfitta. E la loro più grande infami