CINA: CRITICHE A DOLCE & GABBANA PER CAMPAGNA SOCIAL. GLI STILISTI SI SCUSANO CON VIDEO

DI PATRIZIA ING. LASSANDRO

Il fine era quello di dare visibilità massima allo show Shanghai, ossia una sfilata-evento all’Expo Centre di Pudong. La campagna social di Dolce & Gabbana ha ottenuto milioni di visualizzazioni, ma al prezzo delle imputazioni di razzismo e sessismo.
La famosissima casa di moda italiana il 17 novembre ha postato sulla piattaforma Weibo, che corrisponde al Twitter locale, la serie di tre video pubblicitari con gli hashtag “DGLovesChina” e “DGTheGreatShow”. In questi video è possibile ammirare una giovane donna cinese, di rara bellezza, che mangia i piatti della cucina italiana come la pizza, gli squisiti spaghetti e il succulento cannolo siciliano con le tradizionali bacchette, mentre una calorosa voce maschile fuori campo, di fronte ai suoi tentativi imbarazzati di riuscire nella difficile e insolita impresa, dà consigli su cosa e come fare, lasciando travisare doppi sensi e altro.
La campagna pubblicitaria è stata accusata di essere razzista e sessista. Il magazine finanziario Caixin, ha sottolineato come la maison si sia “procurata dei guai da sola”.
Tutto sembra essere sotto accusa, a partire dall’aspetto della modella scelta con i suoi graziosi occhi piccoli e un sorriso “naif”. L’accusa di il sessismo è scaturita relativamente al momento in cui la modella tenta di mangiare un cannolo, mentre una voce maschile, dal tono scanzonatamente ironico chiede: “è troppo grande per te?”.
Le accese polemiche hanno indotto Weibo a ritirare il video, nonostante la serie sia ancora disponibile sull’account Instagram di Dolce & Gabbana. Il JingDaily, testata di trend e moda, ha riportato che su Weibo l’hashtag “Boycott Dolce” è stato discusso oltre 18.000 volte, mentre alcuni utenti hanno sollecitato le scuse in cinese e in inglese.
Dolce & Gabbana hanno prontamente chiesto scusa ai cinesi tramite un video esplicativo.
La griffe allo stato attuale conta 25 punti vendita in Cina e vale oltre 500 miliardi di yuan annui pari a circa 72 miliardi di dollari; un terzo del valore che il settore registra a livello mondiale, stando a quanto stabilito in un rapporto di McKinsey del 2017. Si sa le case di moda in fondo fanno di tutto per attirare l’attenzione su di loro, in fondo è la dura legge del mercato.