EUROPEE: VAROUFAKIS, PARLARE CON LA GENTE E’ FONTE DI OTTIMISMO

DI CARLO PATRIGNANI

A giorni lancia a New York con il senatore socialista democratico del Vermont, Bernie Sanders, l’International Progressive per fronteggiare il pericoloso nuovo asse autoritario globale: l’International Nationalist, ispirata dal tutt’altro che invisibile Commander-Chief, il presidente degli Usa e gran nemico dell’Europa, Donald Trump.

Intanto segue da vicino gli sviluppi del travagliato negoziato sulla Brexit con l’Unione europea: il Regno Unito sarà condannato al purgatorio. Lo aveva previsto nel 2016 poco prima del referendum sull’Ue, Leave o Remain: il Regno Unito diventerà un Hotel California, come quello in cui le Aquile cantano: puoi controllare ogni volta che vuoi, ma non puoi mai andartene.

E di questo rischio ha, a più riprese, parlato con il leader del Labour Party, Jeremy Corbyn, di cui resta un grande estimatore, esortandolo a sponsorizzare l’idea di accordo sulla falsariga di Norway-Plus, vale a dire restare nell’unione doganale e nella libera circolazione del mercato europeo di persone e beni.

Insomma, il governo Tory di Theresa May, non avrebbe mai dovuto entrare nei negoziati. Perchè? Semplice, perchè l’Ue non negozia. Manda un burocrate, in questo caso il signor Barnier….avrebbero potuto mandare un androide, o un algoritmo.

Yanis Varoufakis, il 57enne economista ex-ministro delle Finanze del governo greco di Alex Tsipras, la sa lunga in fatto di Ue, di establishment e tecnocrati: alle spalle ha la faticosa e assurda trattativa del 2015 che affrontò con la strategia di guadagnar tempo per porre fine all’austerità, praticata come una tortura – fiscal waterboarding – ma Tsipras…cedette ai diktat della Troika e lui se andò.

E’ inarrestabile il ribelle Varoufakis e, come il suo movimento transnazionale e paneuropeo Diem25 che partecipa alle elezioni europee di fine maggio, si sposta da un paese all’altro dell’Europa: parlare con la gente è fonte di ottimismo, ripete, è quando leggo i giornali e ascolto la radio che i miei spiriti si affievoliscono.

La Grecia e il popolo greco sono sempre al centro dei suoi pensieri. Dopo il 2015, le persone si sono sentite così demoralizzate che hanno privatizzato il loro dolore, le loro preoccupazioni, le loro speranze e rimangono a casa. È impossibile toglierle dal divano, farle votare, partecipare. Ecco il mio più grande avversario è il divano, ha spiegato al magazine inglese, New Statestam.

Varoufakis si candida come il filosofo Srećko Horvat in Germania nel paese di Angela Merkel in declino come la Spd per effetto dell’esplosione dei populisti di destra Afd, Alternativa per la Germania: è importante mantenere la libertà di movimento, siamo internazionalisti e non vogliamo vedere i confini. L’idea che gli stranieri siano un problema è un’idea tossica ed è completamente sbagliata. Respingo di tutto cuore l’argomentazione secondo cui nessun confine serve l’interesse del capitale perché i migranti competono con la classe operaia locale, afferma, rispondendo anche indirettamente a una certa tendenza populista in voga a sinistra.

E’ questo – concludeun argomento patetico, è sbagliato, che non succede mai. I migranti creano posti di lavoro – nel complesso – non tolgono posti di lavoro. E così parlando con la gente invece di star sul divano a mangiar pop corn, l’ottimismo per un New Deal europeo e globale cresce.