LE SPIEGAZIONI DI GRAMELLINI

DI CHARLOTTE MATTEINI

Nel corsivo odierno intitolato ‘La riscrivo’, Gramellini spiega a noi indignati – pardon, ‘gabbiani da tastiera’ che abbiamo criticato il suo pezzo sulla ragazza rapita in Kenya – che non abbiamo letto tutto e non abbiamo capito nulla di ciò che ha detto perché ci siamo fermati alle prime 3 righe twittate da qualche furbacchione sui social.

Dunque, posto che nel pezzo odierno più che spiegare e riscrivere il corsivo di ieri, altro non fa che accusare i critici, avrei due rilievi: a twittare le famose tre righe controverse che hanno scatenato il vespaio è stato proprio lo stesso Gramellini alle 7.32 del mattino (e comunque a mio avviso il problema di quel corsivo non erano solo le tre righe iniziali, ma il paternalismo di cui era intriso).

A tutti è capitato nella vita di aver scritto un qualcosa di poco comprensibile, un articolo che è stato equivocato, non è un problema. Diventa però un problema quando un giornalista, anziché scusarsi e spiegare nel dettaglio, cerca di dare la colpa ai lettori che lo criticano.

Personalmente, quando mi è capitato, la prima cosa che ho fatto è stata scusarmi con chi mi ha fatto notare il problema perché penso che se molti lettori non comprendono ciò che ho scritto è perché ho sbagliato io il modo di esprimere un concetto.

PS. Ovviamente si parla di lettori che leggono, non di chi si sofferma al titolo e commenta senza nemmeno aprire il pezzo.