BREXIT, I NODI AL PETTINE: RISOLTO QUELLO DI GIBILTERRA, AGGROVIGLIATO QUELLO IRLANDESE

DI ALBERTO TAROZZI

Vigilia dello storico incontro di Bruxelles sulla Brexit. Ma la partita non si chiuderà domani.

Procediamo con ordine.
Ostacolo Gibilterra dato per risolto. Il premier spagnolo garantisce voto favorevole.

La rocca passa dalle mani di un paese interno alla Ue (il Regno Unito pre-Brexit) alle mani di un paese esterno alla Ue (il Regno Unito post Brexit). Chiudere una vertenza epocale legata alle rivendicazioni di Madrid poteva sembrare più difficile. Di qui l’iniziale veto spagnolo. La May pare aver dato garanzie che tutto cambierà perché nulla cambi. Sanchez pare crederle o comunque dà la sensazione che tirare ulteriormente la corda non gli giovi. Voterà a favore.
Problema risolto.

A proposito di confini: la questione del confine tra Irlanda del Nord (in uscita dalla Ue con tutta la gran Bretagna) e l’Eire (nella Ue ieri, come oggi e come domani) è risolta o no?
A un gruppetto di nordirlandesi non garba che il nuovo confine rischi di essere tracciato con una nettezza insufficiente. Lo chiede l’Europa a garanzia di traffici commerciali fluidi e nella speranza che il dolce commercio continui a ostacolare propositi bellicosi. Ma il drappello degli unionisti di Belfast teme in tal modo di cadere sotto le grinfie dell’odiata Dublino. Particolare inquietante: lo sparuto drappello detiene quel pugno di voti che potrebbe far saltare un voto maggioritario in quel di Londra.

Soluzione, allo stato attuale? Non risolvere nulla e rinviare una decisione ai prossimi due anni.
Ci sta lo sparuto ma decisivo drappello chiamato DU?
L’ultimo responso è sibillino.

“Vi piace l’accordo?”  “No?”.
“Voterete contro?”
SILENZIO.

La fine al prossimo numero