SCUOLA A TEMPO PIENO: NOSTRA INTERVISTA A MARIA MARZANA FIRMATARIA DELL’EMENDAMENTO

DI CHIARA FARIGU

Se tutto andrà liscio, dal prossimo anno scolastico ai bambini della scuola primaria verrà garantito il tempo pieno. A darne l’annuncio è lo stesso vicepremier Luigi Di Maio in una diretta Facebook dopo l’approvazione di un emendamento targato M5S in Commissione Istruzione e Cultura e ora al vaglio della Commissione Bilancio. Tra le novità, oltre all’ampliamento dell’offerta formativa e al sostegno alle famiglie i cui genitori lavorano entrambi, l’introduzione di 2000 nuove assunzioni. Assunzioni che favoriranno la mobilità, agevolando il rientro dei docenti assunti con la #buonascuola in province lontane da quelle di residenza con tutti i conseguenti disagi del caso: il 30% dei nuovi posti della scuola primaria sarà infatti destinato alla mobilità, il resto alle assunzioni. “Un pezzo alla volta la stiamo smantellando la #buonascuola”, afferma Di Maio.

Per saperne di più ci rivolgiamo direttamente alla prima firmataria dell’emendamento fresco di approvazione: Maria Marzana, membro della Commissione Istruzione e Cultura alla Camera

– On. Marzana, lei è la firmataria dell’emendamento ‘Tempo pieno nella scuola primaria’ approvato qualche giorno fa in Commissione Cultura alla Camera. Vuole illustrarne i punti cardine?

‘Questo emendamento nasce dalla volontà di ridurre il divario dell’offerta formativa, non solo tra aree del sud e del nord del Paese, ma anche tra zone della stessa regione o della stessa città. Save the Children ha di recente certificato, ad esempio, che il 42% dei bambini e adolescenti siciliani vive in povertà educativa, non tanto per le condizioni economiche del nucleo familiare, quanto per l’ambiente in cui vive, che condiziona pesantemente le loro opportunità di crescita e di futuro. Ecco perché sin dalla scorsa legislatura ho prestato una grande attenzione al tema dell’uguaglianza delle opportunità educative, a partire dal potenziamento del tempo pieno, un tempo strappato all’alienazione, all’illegalità, alla carenza di stimoli culturali, in cui fare assieme ad altri compagni, con la guida dei docenti, esperienze di carattere formativo e creativo.
È il caso di evidenziare anche i riflessi che questa misura ha sulle opportunità lavorative per i docenti del sud, sia precari, che hanno superato un concorso, oppure sono da anni nelle graduatorie ad esaurimento, sia in ruolo al nord che dopo anni di sacrifici vorrebbero ricongiungersi con i propri cari. Nello specifico l’emendamento prevede un ampliamento dell’organico di 2 mila unità, che poi, attraverso un apposito decreto del Miur, sarà ripartito tra le scuole, al fine di generalizzare progressivamente questa occasione formativa in tutto il territorio nazionale’.

– La prossima settimana, scrive in un tweet Luigi Gallo, presidente della Commissione Cultura, entrerà nella legge di bilancio 2019. Questo vuol dire che a giorni avrà il beneplacito della Commissione Bilancio. Quante risorse verranno stanziate per la messa in opera?

‘Questo ampliamento dell’organico richiederà circa 23 milioni di euro per le nuove assunzioni e circa 80 milioni di euro a regime’.

– Dal prossimo anno scolastico, dunque, se tutto andrà secondo le modalità previste, tutti i bimbi dalla prima alla quinta avranno il tempo pieno obbligatorio. Come si concilia quest’orario con le famiglie che non vogliono il tempo prolungato? Avranno la possibilità di scelta?

‘Questa misura è solo un primo passo verso la generalizzazione del tempo pieno, per cui non tutte le scuole primarie il prossimo anno potranno disporre ancora del tempo pieno. Naturalmente stiamo parlando di un’occasione educativa, e non di un obbligo, per cui il tempo scuola di 40 ore continuerà a rappresentare una scelta per le famiglie. Oggi molte scuole non offrono questa possibilità, ecco perché occorre implementare innanzitutto l’organico della scuola primaria, fortemente ridotto negli anni scorsi, e poi lavorare, a tutti i livelli di istruzione, per ridurre le disuguaglianze formative nel nostro Paese’.

– Altra perplessità, la mensa scolastica. Come conciliare il tempo pieno con quanti non vogliono il pranzo a scuola, sia per i costi elevati a cui non si riesce a far fronte e sia per la qualità spesso sotto accusa?

‘Da docente, voglio ricordare innanzitutto il grande valore educativo che riveste il momento della mensa, dal punto di vista della socialità, della convivenza civile, dell’autonomia, della corretta alimentazione.
Purtroppo in molte scuole questo servizio è assente, eppure rappresenta, assieme alla disponibilità di organico, il presupposto per la scelta dell’attività didattica a scuola nel pomeriggio da parte delle famiglie. Ecco perché è molto importante che gli enti locali, cui spetta la competenza, si adoperino per garantire il servizio della mensa scolastica in tutte le scuole primarie; lo attivino puntualmente con l’inizio dell’anno scolastico; assicurino la qualità dei cibi e dei corretti livelli nutrizionali e contengano il più possibile il contributo economico delle famiglie’.

– Un’ultima domanda: in che modo l’introduzione del tempo pieno sarebbe una spallata alla #buonascuola, come afferma il ministro Di Maio?

‘Una parte delle assunzioni sarà destinata alla mobilità, ciò vuol dire contrastare una delle peggiori conseguenze della “buona scuola”, e cioè l’algoritmo impazzito, che ha rimbalzato migliaia di docenti del sud lontano dalla propria casa e dai propri affetti. 
Naturalmente si tratta di un primo passo che permette di dirigerci verso una scuola migliore, dove tutti gli alunni hanno le stesse opportunità e i docenti sono sereni e motivati’.

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