JOAN HERRERA  (ICV): LA DINAMICA IN GRECIA, PORTOGALLO E SPAGNA INDICA LA STRADA

DI ARGIRIS PANAGOPOULOS

“In Spagna è iniziata una svolta radicale e difficile con una legge di bilancio che chiude la politica di austerità e il sacrificio delle persone sull’altare del neoliberismo. Tuttavia, la situazione resta molto complicata a causa della tensione per il problema nazionalista della Catalogna e probabilmente porterà a elezioni anticipate. Ma indipendentemente da questo dobbiamo cercare di promuovere cambiamenti nella nostra società, dall’aumento del salario minimo fino al sostegno di fonti per le energie rinnovabili”, ha detto ad “Avgi” l’avvocato Joan Herrera, ex deputato per diverse legislature del parlamento nazionale di Madrid e nel parlamento locale di Barcellona ed ex leader dell’Iniziativa per la Catalogna Verdi – ICV, che ha assunto nel luglio 2018 la guida dell’ Istituto per la Diversificazione e il Risparmio Energetico del Ministero per la Transizione Ambientale.

-La Spagna ha rappresentato la piacevole sorpresa degli ultimi mesi in un’Europa che ci preoccupa sempre di più …
La Spagna sta attraversando un periodo estremamente interessante. Non dimentichiamo come stavamo prima. Avevamo uno scenario senza prospettive con la destra messa a distruggere il paese e la sua gente. In sei mesi, questa situazione è stata rovesciata, con il risultato che la Spagna, insieme alla Grecia e al Portogallo al momento, sono delle eccezioni in Europa. È interessante notare che tre dei paesi più colpiti dalla crisi siano l’eccezione in Europa.
Ci sono molte interpretazioni del cambiamento che abbiamo visto in Spagna.
Quando il problema diventa un confronto tra la Spagna e la Catalogna si prepara il campo ideale per la destra, perché, a parte il tradizionale confronto ideologico e politico tra la destra e la sinistra, abbiamo il confronto tra lo stato fortemente centralista e conservatore della destra e l’asse che lotta per uno stato che riconosca tante nazionalità: uno stato plurinazionale. Dobbiamo creare le condizioni per una forte maggioranza della sinistra, che non potevamo nemmeno pensare circa sei mesi fa …

-Le elezioni anticipate vengono poste elezioni all’ordine del giorno…
Attualmente c’è il bilancio del governo e Unidos Podemos, che rappresenta una rottura contro l’austerità, e i partiti nazionalisti catalani che rifiutano di votarlo per chiedere concessioni al problema nazionale della Catalogna tanto che il paese rischia di essere condotto ad elezioni anticipate o ad applicare la legge di bilancio del premier Rajoy.
La legge di bilancio è ad un punto di svolta per il nostro paese. C’è una piccola maggioranza alla Camera con il sostegno delle forze che sono a favore dell’indipendenza della Catalogna. La situazione è molto difficile. I politici detenuti corrono il rischio di essere processati e condannati con gravi accuse che comportano pene detentive elevate. Quelli che sono a favore dell’indipendenza considerano un mezzo di pressione non votare la legge di bilancio.
In pratica ci sono due scenari, che si aprono davanti alla maggioranza, o andare alle elezioni nell’estate del 2020, alla scadenza naturale del mandato del Parlamento, o andare ad elezioni anticipate per la disputa tra Spagna e Catalogna.
Prendiamo, ad esempio, quello che sta accadendo in questi giorni in Spagna con la questione dei mutui e delle ipoteche. Un grosso problema che riguarda molte persone e soprattutto gli strati più deboli che non possono pagare le rate dei mutui. Se andremo ad elezioni anticipate, l’agenda per i grandi problemi economici e sociali e l’uscita dalla crisi svanirà e tornerà il dibattito sulla soluzione territoriale dei problemi del paese. Questa agenda la sa trattare meglio la destra, i populisti, il nazionalismo conservatore spagnolo.
Mi avrebbe piaciuto che il bilancio passasse alla Camera, perché sarebbe un vero cambiamento radicale, ma lo scenario di non avere una legge di bilancio sembra corrispondere meglio alla realtà.
Prima di chiedermi se Sanchez continuerà ad applicare le legge di bilancio di Rajoy, votando decreti concordati con Unidos Podemos, o andrà a elezioni anticipate ti risponderò che le elezioni anticipate sono poste all’ordine del giorno.

-La Spagna quindi può essere portata a elezioni anticipate in contemporanea con le elezioni europee e 1amministrative, mentre nella sinistra europea c’è una rinascita del nazionalismo e del sovranismo, che è ancora più forte tra le forze di destra e di estrema destra …
Sfortunatamente, è scenario di coloro che dicono “siamo soli e ce la faremo da soli”.
Di certo non sono la stessa cosa gli uni e gli altri, ma la Brexit, le varie espressioni della destra e dell’estrema destra in Europa, il nazionalismo a favore dell’indipendenza che viviamo in Spagna mi sembrano rappresentare un fantasma che si aggira in Europa. Uno scenario che ritiene che i problemi saranno risolti con risposte nazionali.
Non è così e dobbiamo affrontare il fantasma con la realtà. Quale può essere il contrappeso? C’è molto poco. È lo scenario che abbiamo visto crearsi tra enormi difficoltà in Grecia, lo scenario del Portogallo, che mi sembra molto interessante, e infine lo scenario della Spagna.

NON CI SONO SOLUZIONI SOLITARIE

Abbiamo guardato con uno straordinario interesse a SYRIZA, partendo da una storia di relazioni straordinarie e fraterne con Synaspismos. Ma la Grecia e il Portogallo sono piccoli paesi per poter cambiare gli equilibri generali. Ecco perché è importante mantenere l’attuale governo in Spagna ed applicare alcuni cambiamenti radicali, in modo che tutti possiamo avere più peso in Europa.
La nostra logica è che “tutti insieme dobbiamo farcela, perché non ci sono soluzioni solitarie”. È molto importante avere un’unità dinamica degli scenari che sono stati creati in Grecia, in Portogallo e ora in Spagna. Sappiamo molto bene che i cittadini democratici e progressisti in Grecia e Portogallo stanno seguendo gli sviluppi in Spagna perché sanno che insieme a uno dei principali paesi dell’UE, possiamo combattere meglio contro le politiche di austerità e proporre cambiamenti all’UE.
La Grecia è rimasta molto a lungo da sola e ha dato la battaglia contro tutti e poi è arrivato il Portogallo. Tre stati insieme possiamo fare molto di più e non ci resterà nessuno isolato nelle mani del neoliberismo.
In Spagna, avremmo potuto avere un altro governo da molto tempo, ma il Partito socialista non ha ammesso che alla sua sinistra c’è una sinistra paritaria, che non dovrebbe solo parlare con questa sinistra, ma dovrebbe gestire anche le sorti della gente, del paese. Un’altra parte della sinistra ha creduto di poter battere il Partito socialista per creare le condizioni per il cambiamento insieme ai socialisti. L’arroganza dei socialisti e le tattiche sbagliate di una parte della sinistra hanno ritardato il cambiamento. In extremis però ce l’abbiamo fatta …

-Grazie alla corruzione di Rajoy e del Partito popolare ..
Sì, grazie alla corruzione del partito politico più marcio che abbiamo incontrato nella nostra storia democratica e non attraverso la politica dei socialisti e della sinistra. Questo cambiamento è importante perché le cose vanno molto peggio in Europa.
C’è una frammentazione delle forze di sinistra in Europa, ma credo che le forze rivoluzionarie saranno in grado di vincere e unire la sinistra, e le forze rivoluzionarie sono quelle che governano per cambiare i loro paesi e salvare le persone dal disastro.
La sinistra sbaglia quando crede di poter fare da sola a livello nazionale. Può creare cambiamenti reali quando unisce i lavoratori, giovani, donne, immigrati a visioni più grandi.

LE FONTI RINNOVABILI DEMOCRATIZZANO L’ECONOMIA

-Oggi, tuttavia, non sei il leader della sinistra ecologista ma il capo di un istituto pubblico che lavora per far crescere le energie rinnovabili …
Credo fermamente nelle energie rinnovabili perché democratizzano le nostre economie e quindi le nostre società e spingono verso una reindustrializzazione di cui abbiamo assolutamente bisogno. Nell’Europa del Sud abbiamo economie di servizi, come il turismo poco costoso.
Come possiamo reindustrializzare le nostre economie? Dobbiamo sfruttare la tecnologia fotovoltaica e le altre tecnologie di energie rinnovabile per diventare energeticamente autonomi e non dipendenti da idrocarburi. È l’unica area in grado di produrre risultati sorprendenti in tutti i paesi del Sud europeo.
Abbiamo riempito le nostre coste di turisti stranieri, creiamo posti di lavoro con scarso valore aggiunto e livelli elevatissimi di sfruttamento inimmaginabile dei lavoratori. Con l’energia rinnovabile, tuttavia, facciamo l’opposto e prendiamo nelle nostre mani l’economia stessa, possiamo controllarla per il benessere delle nostre società. Oggi, l’energia rinnovabile non vuole enormi investimenti di capitale da parte di chi gli ha e che saranno quelli che la controlleranno.
Lo dico in modo semplice per essere comprensibile: il sole e l’aria appartengono a tutti e specialmente alle comunità locali e le tecnologie ci permettono di essere indipendenti ed autonomi. I nostri grandi pozzi di petrolio hanno le ore infinite di sole che abbiamo. La sinistra purtroppo molte volte considera questi temi come secondari o decorativi e non capisce che rappresentano nell’epoca di oggi la nuova… lotta di classe.