A CORLEONE VINCE IL CENTRODESTRA. PASCUCCI, 5 STELLE, DOPPIATO E RIPUDIATO

DI CHIARA FARIGU

I cittadini corleonesi, chiamati ieri alle urne per eleggere il nuovo sindaco, hanno optato, in larga maggioranza, per Nicolò Nicolosi, detto Ciccio, eletto col 55% dei consensi, contro il suo diretto competitor pentastellato Maurizio Pascucci, ripudiato in extremis dal capo del Movimento, nonché vicepremier Luigi Di Maio che si è fermato ad un risicato 27%, corrispondente a 660 preferenze.

L’affluenza, inizialmente molto bassa, è andata via via aumentando nel corso delle ore attestandosi intorno al 62%, a dimostrazione di quanto queste elezioni fossero attese, dopo che la precedente amministrazione, guidata da Lea Savona, sempre del centrodestra, era stata sciolta per mafia nell’agosto del 2016.

Corleone, comune noto da sempre alle cronache per aver dato i nato i natali ai boss di Cosa nostra Riina e Provenzano, in questi due ultimi anni, guidato da tre commissarie prefettizie, stava lanciando non pochi segnali di legalità. A cominciare da una campagna per la riscossione dei tributi, accelerando l’assegnazione di alcuni beni confiscati alla mafia e, recentemente, intitolando la strada dove abita Ninetta Bagarella, la vedova di Riina, al giudice Terranova che dal capoclan venne ucciso. Segnali di legalità a dimostrazione che lo Stato c’è e le istituzioni locali pure.

Per questo, quel candidato grillino che voleva aprire un dialogo con i parenti dei mafiosi (“Sono stato frainteso. Il mio intento era riportarli in un percorso di recupero e di fuoriuscita dalla zona grigia”, si giustifica Pascucci) e su Facebook aveva pubblicato una foto che lo ritraeva col nipote di Provenzano, non poteva pensare di passarla liscia.Se saranno eletti consiglieri 5Stelle ritirerò il simbolo”, ha dichiarato Di Maio dopo averlo sconfessato pubblicamente ed essersi rifiutato di sostenerlo nell’ultimo comizio elettorale e chiesto l’espulsione dal movimento: “Con i mafiosi non si tratta”.

Pascucci però, certo di essere nel giusto, ha deciso di proseguire ugualmente la sua corsa a sindaco corleonese. Ma i cittadini lo hanno sonoramente bocciato. “Ho chiesto un incontro con Di Maio per capire se c’è la possibilità di non essere espulso. Non penso di meritare questo provvedimento”, replica Pascucci.

I guai per i 5Stelle però non finiscono qui. Concomitante al caso Corleone è la sfiducia al primo cittadino grillino di Avellino, Vincenzo Ciampi, dopo soli cinque mesi di amministrazione pentastellata. “Non potevamo farcela, l’anatra zoppa era insuperabile”, commenta l’ormai ex sindaco. “Venivamo da cinquant’anni di gestione di un sistema. Era difficile. Quel sistema non ha voluto darci una mano. Ora voglio vedere come andranno davanti agli elettori di nuovo. Hanno preferito il commissariamento del Comune al senso di responsabilità sul dissesto”. Parla, Ciampi, di Comune ‘inguaiato’ da decenni di amministrazioni malate che avevano lasciato un disavanzo di oltre 35 milioni e di molte forniture che reclamavano pagamenti arretrati e mai effettuati. Una situazione insostenibile per il sindaco e la sua giunta. Che dopo gli entusiasmi iniziali si è dovuta arrendere, alzare bandiera bianca dinanzi ad una manovra che non ha ottenuto l’approvazione. “Impossibile, senza una maggioranza, raggiungere gli obiettivi.Volevamo cambiare il sistema, ma eravamo costretti a collaborare con quel sistema“.
Ieri la mozione di sfiducia. Presto il commissariamento