IL CONSIGLIO DI TSIPRAS ALL’ITALIA DI CEDERE SUBITO ALLA UE

DI DANIELA SANDONE

L’articolo relega a poche righe l’indifferenza dell’Italia durante il 2015, qualcosa che secondo l’autore del pezzo va collocato sullo sfondo, come se non fosse un tassello importante della vicenda greca. E soprattutto vuol far passare implicitamente il messaggio che, in sede di negoziati, Tsipras per primo aveva sconfessato i risultati del referendum del 2015. Cosa non vera, perché, si dimentica o meglio si vuol dimenticare di dare due dati importanti. La prima che la Grecia era sola a negoziare, nessuno si è mai concretamente alleato con Tsipras. La seconda, che sotto il ricatto di una espulsione dalla zona euro, ricatto portato avanti dalla Germania, Tsipras ha preferito anteporre l’interesse della sua nazione ed evitare di diventare l’eroe di una notte. Questo fa di lui un politico responsabile. Cosa che accade raramente.

Da paese che poteva fungere da alleato nella gestione delle determinazioni economiche, l’Italia non mosse un dito per aiutare la Grecia, non fece nulla per ammorbidire le posizioni dure dell’Europa che con Schauble e i suoi falchi stava spingendo per farla uscire dalla zona Euro. Quella completa indifferenza, che aveva preso il posto di una possibile unione di intenti politici che poteva anche essere di giovamento non solo per la Grecia ma per tutti quei paesi che hanno un elevato debito pubblico e sono costantemente “attenzionati” dalla Commissione Europea e la Banca Centrale, altro non era che una volontà politica dell’allora Presidente del Consiglio Italiano, tale Matteo Renzi da Firenze, che prima si gettò anima e cuore nell’abbracciare la causa greca ma poi a Bruxelles, per non sfigurare davanti alla Merkel, disse che Tsipras non poteva fare il furbetto e non poteva non sottostare alle regole del gioco. Tsipras aveva ed ha aperto la strada in questa direzione. Abbiamo preferito invece portare avanti la nostra posizione, facendo si che la gente comune si allontanasse dalla idea di una politica fatta principalmente per l’essere umano.

Il governo giallo verde nasce proprio da questo rifiuto delle posizioni europee e soprattutto dalla volontà di dare una battaglia giusta per questioni sociali ed economiche importanti. Nasce dal malcontento sociale che si è creato grazie ai desiderata europei che si sono tradotti in leggi dello Stato. Nasce dall’aver cavalcato questo malcontento sociale, dall’aver visto nell’Europa il nemico da combattere (facendo salvo lo stipendio da europarlamentare che Salvini ha percepito per due mandati). Adesso, l’Italia è isolata in Europa e in questo, il governo gioca un ruolo fondamentale. Rappresentata da un premier che è il burattino nelle mani di due burattinai e che spero, un giorno, la storia politica di questo paese possa dimenticare. Nessuno può pensare che le regole del gioco si possano cambiare da sole o peggio che la durezza delle parole miste ad ignoranza inaudita siano l’arma politica giusta per imporre la propria volontà.

Dal 2015 ad oggi la lezione greca ha offerto molti spunti di riflessione politica. Avrebbe potuto tradursi, in Italia, in un nuovo movimento politico che, cristallizzate quelle importanti battaglie portate avanti dal governo greco, avrebbe potuto frenare l’ascesa nera che il nostro paese ha subito e che si è tradotta in un esecutivo. Ha preferito riporre nelle mani di Salvini e Di Maio, battaglie che per definizione erano di sinistra. Ha preferito gettarsi nelle braccia sbagliate, pensando che il menefreghismo milanese o la cialtroneria napoletana potessero fare la differenza.
Se è così, allora, bene. Good Luck Italia

DAL corriere.it
Il premier greco: uscire dall’euro? Buona fortuna. Secondo l’Eurobarometro il 57% degli italiani sostiene la moneta comune – Prodi: «Deficit al 2,4% una provocazione»
Risultati immagini per IL CONSIGLIO DI TSIPRAS ALL'ITALIA DI CEDERE SUBITO ALLA UE