A TORTOLÌ FERMATE DUE DONNE CHE INTONAVANO “BELLA CIAO” A POCHI METRI DA SALVINI

DI LUCA SOLDI

 

 

Così “Bella ciao” corre il rischio di diventare da inno alla libertà ed alla democrazia a pericoloso motivetto di qualche isolato irredentista votato alla guerriglia. Questo avranno pensato a Tortolì, in Sardegna, dove durante il comizio di Salvini due donne facenti parte di un gruppo di persone è stato sottoposto ad un improvviso controllo di polizia per aver manifestato, a debita distanza, la loro contrarietà alle politiche del vice premier.

In questa occasione due esponenti del foro locale, l’avvocato Marcella Lepori (ex sindaco della cittadina dal 2005 al 2010) e Katia Cerulli, sono state fermate da alcuni agenti di polizia in borghese e identificate. Avevano intonato “Bella Ciao”. I poliziotti hanno fotografato i loro documenti, mentre alla richiesta di spiegazioni da parte delle due donne, gli agenti hanno risposto che si trattava di controlli a campione.

Il “reato”, il motivo di così tanta attenzione pare sia stato dovuto al fatto che a 50 metri di distanza dal luogo del comizio, le due “agitatrici” hanno appunto cantato “Bella ciao”, manifestando così apertamente il loro dissenso nei confronti del più autorevole ministro del governo del cambiamento. Numerosi gli attestati di solidarietà e le reazioni di sdegno da parte di tanti cittadini.

«Le libertà fondamentali, in uno stato civile e democratico, si tutelano e si garantiscono» ha detto intervenendo sull’accaduto, Gianni Carrus, Presidente Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Lanusei. «Mai avrei voluto commentare un “fattaccio” come quella accaduto a Tortolì mentre era presente il Segretario della Lega Nord, Onorevole Matteo Salvini. Alcune Colleghe (assieme ad altri liberi cittadini), iscritte al Foro degli Avvocati di Lanusei, Marcella Lepori e Katia Cerulli, nell’esprimere il legittimo, pacifico e democratico dissenso, vengono identificate, sembrerebbe da agenti in borghese, con fotografia, tra l’altro, a mezzo cellulari, dei loro documenti con modalità, dunque, tutte da accertare per correttezza e conformità a legge. Esercitare il diritto al dissenso è fondamenta portante e costituente della libertà di tutti noi. Governare ed avere la maggioranza, non degli Italiani, ma degli elettori non attribuisce a nessuno il potere di zittire e controllare il dissenso e la critica».

La politica rispetti il Diritto – continua Carrus –, la politica rispetti la legge, la politica rispetti le garanzie e libertà garantite.

«Per la tutela dei diritti, per la difesa della Democrazia e della Costituzione, per la Giustizia noi avvocati siamo e saremo sempre in prima linea. Un forte abbraccio a Katia e Marcella e vicinanza ai comuni cittadini che con loro hanno subito il grave affronto».

Anche l’Anpi, ha denunciato l’inqualificabile intervento degli agenti di polizia in borghese.

L’Anpi definisce senza mezzi termini l’episodio un “fatto grave”, che suscita “sdegno e riprovazione” anche perché le due donne avrebbero manifestato il proprio dissenso mantenendosi a debita distanza dal palco da cui stava parlando Salvini.

Sembra che adesso le due donne chiederanno l’intervento del Garante della Privacy.