VIALLI: LA FINALE PIÙ DURA È QUELLA CONTRO IL CANCRO: «VOGLIO ISPIRARE CHI È IN DIFFICOLTÀ»

DI GIACOMO MEINGATI
Per Gianluca Vialli è arrivata la sfida più dura, e a renderla tale è il fatto che la partita non si gioca sul prato verde di un campo di calcio, ma nel suo corpo e nella sua mente. L’ex attaccante di Sampdoria, Juventus e Chelsea ha rivelato in un’intervista al Corriere della Sera di aver combattuto con un tumore nell’ultimo anno. «Ne avrei fatto volentieri a meno. Ma non è stato possibile – ha spiegato – e allora l’ho considerata semplicemente una fase della mia vita che andava vissuta con coraggio. Sapevo che era duro e difficile doverlo dire agli altri, alla mia famiglia. Non vorresti mai far soffrire le persone che ti vogliono bene: i miei genitori, i miei fratelli e mia sorella, mia moglie Cathryn, le nostre bambine Olivia e Sofia. Ti prende come un senso di vergogna, come se quel che ti è successo fosse colpa tua. È passato un anno e ora sto bene, anzi molto bene, ma non ho ancora la certezza di come finirà la partita. Spero che possa servire a ispirare le persone che si trovano all’incrocio determinante della vita».
Di sfide il centravanti di Cremona ne ha già vissute tante nella sua carriera da calciatore. Punto fermo della grande Samp che, insieme con Roberto Mancini, ha trascinato alla vittoria dello scudetto e a un passo dal sogno Coppa dei Campioni, perdendo solo in finale con il Barcellona. Vialli ha sempre saputo trarre carburante dalle delusioni, come quella di Italia 90, rassegna mondiale in cui era il grande atteso della nazionale azzurra e dove invece non riuscì a incidere, lasciando il posto in squadra al protagonista di quelle notti magiche, Totò Schillaci, per poi tornare a Genova e portare la Samp, un anno dopo, a vincere lo storico scudetto del 91.
O come quella della finale di Coppa dei Campioni del 92, persa solo ai supplementari contro il Barcellona. Anche in quella serata Vialli non riuscì a fare la differenza, rifacendosi quattro anni dopo quando alzò la coppa dalle grandi orecchie con la Juventus.
Anche il cancro Vialli vuole trasformarlo in una sfida, da vincere per sé stesso, i suoi cari, e soprattutto per dimostrare alle persone che si trovano davanti a snodi fondamentali e duri della vita che si può sempre trovare l’energia per uscire da qualsiasi situazione.
La confessione della sua malattia ha profondamente scosso il mondo del calcio. Giuseppe Marotta ha dichiarato: «Oltre ad essere un amico, Gianluca è una persona di grande coraggio e forza: è un esempio da imitare».
Anche Gianni Rivera gli ha espresso la sua stima e vicinanza: «È l’unica cosa da fare in queste circostanze. Ha avuto coraggio e questo è un buon segno per combattere davvero».
Damiano Tommasi, presidente dell’Associazione calciatori, ha commentato la vicenda dell’ex collega con queste parole: «La sua è una scelta consapevole che sicuramente avvicina tutti noi alla sua situazione. A prescindere dai trascorsi sul campo è sempre stato vicino all’Aic, è stato anche nostro consigliere e fa piacere sentirlo parlare serenamente di una situazione complicata che speriamo sarà risolta a breve».
«Sono momenti difficili per ogni persona che si batte in queste cose. Esprimo il mio sostegno pieno e totale, al professionista del calcio e all’uomo», ha detto Renzo Ulivieri, presidente dell’Associazione allenatori.