CIAO ROBERT. L’ADDIO DI REDFORD È NEI PANNI DI UN PROFESSIONISTA DEL CRIMINE

DI COSTANZA OGNIBENI

Esce nelle sale il 20 Dicembre la pellicola con cui Robert Redford darà l’addio alla recitazione. “The old Man & the Gun” il titolo che avrà l’onore di omaggiare una carriera che, dagli anni 60 a oggi, è stata un crescendo di inarrestabili successi. Una storia vera, basata sulle scorrerie di Forrest Tucker, un poco di buono scappato dal carcere di San Quintino che, nonostante l’età non propriamente sbarazzina, inanella una serie di rapine, una più riuscita dell’altra, lasciando sempre le forze dell’ordine con un palmo di naso. A una lettura più approfondita, sembrerebbe che l’uomo fosse, in realtà, un vero e proprio artista dell’evasione, arrestato per la prima volta a 15 anni e passato perfino sotto la morsa di Alcatraz.
Sarà David Lowery, già noto al pubblico per il singolare “A ghost story”, a dirigere da dietro la macchina da presa l’ultima performance dell’eterno Denys de “La mia Africa”, mentre ad accompagnarlo in questo lungo congedo ci sarà un cast di tutto rispetto, da Casey Affleck a Tom Waits; da Sissy Spacek a Danny Glover.
Una cerimonia degna di un grande attore, ma se vogliamo pensare a Robert Redford a trecentosessanta gradi, è giusto che, oltre che pe
r il suo inconfondibile talento nella recitazione, condito da una senz’altro generosa natura che ne ha fatto uno dei sex symbol più apprezzati di tutti i tempi, dicevamo, oltre che per tutte encomiabili peculiarità, è giusto ricordare che è stato anche un grande regista. Anzi, se proprio vogliamo mettere sul piatto della bilancia le due esperienze, possiamo dire che sia stata la seconda a fruttare più riconoscimenti, poiché è grazie a questa che è riuscito ad aggiudicarsi l’Oscar nel 1981 come miglior regista per “Gente comune”.

Mancheranno pochi giorni a Natale quando il film uscirà per la prima volta nelle sale italiane, e non è un caso che si sia scelto il periodo dell’anno in cui si concentra il maggior flusso di spettatori. Perché è giusto che a salutare l’attore che ha certamente influito sull’immaginario di più di una generazione ci sia un grande pubblico.