QUEI MERAVIGLIOSI RAGAZZI DEL ’90

DI ALESSANDRO GILIOLI

Ieri sera a casa si festeggiava il compleanno del più grande – ne ha fatti 28 – e a un certo punto per scherzo gli ho illustrato come stavano le cose in politica il giorno in cui era nato lui – novembre ’90 – aiutandomi un po’ con Wikipedia un po’ con la memoria.

Dunque, presidente del Consiglio era Giulio Andreotti, successivamente sentenziato come mafioso fino a pochi anni prima.

Suo vice, in quota socialista, era Claudio Martelli, successivamente condannato per aver preso illecitamente una valanga di soldi della maxitangente Enimont.

Ministro degli esteri era Gianni De Michelis, successivamente condannato per tangenti.

Ministro dell’Interno era Antonio Gava, successivamente condannato per svariati reati tra cui ricettazione (e sentenziato come contiguo alla Camorra).

Ministro dell’Economia era Paolo Cirino Pomicino, successivamente condannato per tangenti.

Ministro della Sanità era Francesco De Lorenzo, successivamente condannato per associazione a delinquere finalizzata al finanziamento illecito ai partiti e corruzione.

Ministro della Marina mercantile era Carlo Vizzini, successivamente condannato per finanziamento illecito (poi prescritto) e assolto dall’accusa di favoreggiamento di Cosa Nostra grazie al voto del Senato che negò alla magistratura la possibilità di usare le intercettazioni.

Ministro dei Lavori pubblici era Giovanni Prandini, successivamente condannato per appalti sporchi.

Non mancavano in quell’esecutivo altri bei tomi, tutti o quasi passati per le aule di tribunale: da Clemente Mastella a Vito Lattanzio (quello della fuga di Kappler dal Celio), da Remo Gaspari (l’onnipotente zio Remo d’Abruzzo, re delle clientele) al mitico Riccardo Misasi (il “gran visir” della Calabria che finì la sua carriera inseguito da una richiesta di arresto per associazione a delinquere di stampo mafioso), giù giù fino a Dino Madaudo, socialdemocratico siciliano che chiedeva voti ai condannati per mafia.

Insomma la serata si è conclusa tra amare risate ma anche con una parziale autoconsolazione: okay, oggi siamo in mano a un mix di fascisti e dilettanti, ma non veniamo esattamente da un passato radioso, anzi ne abbiamo passate tante e quindi, insciallah, supereremo anche questa.