10 DICEMBRE, PERSONE IN CAMMINO PER I DIRITTI UMANI

DI VANNI CAPOCCIA

Il 10 dicembre è uno di quei giorni che dovremmo ricordare: è la Giornata dei Diritti umani e, quest’anno, sono passati 70 anni da quando nel 1948 venne promulgata dall’Onu la Dichiarazione Universale dei Diritti umani.

Vi sono scritti i diritti fondamentali dell’uomo da rispettare in ogni angolo del mondo che, invece, di questi tempi vengono calpestati in tante parti del mondo. Messi in discussione persino nei paesi dove sono nati e dove parole come compassione, umanità e solidarietà sembrano essere state messe al bando.

Lo vediamo in Italia con il cosiddetto Decreto sicurezza voluto dal governo che, come ha scritto Arianna Ciccone, fa sparire “totalmente dall’orizzonte delle nostre coscienze la dimensione umanitaria”, un fatto con il quale “prima o poi dovremo fare i conti come individui e come società”.

Ecco che allora la giornata dei Diritti umani del 10 dicembre di quest’anno non è solo un retorico compleanno per i settant’anni di una Dichiarazione, ma momento per iniziare a fare questi conti con la nostra disumanità, pensando al diritto di ognuno a vivere dignitosamente, e al diritto di ogni persona di poter essere umana.

Un giorno da cui partire e ricamminare sul faticoso sentiero dei diritti, per ritrovare la dimensione solidale che ebbero Eleanor Roosevelt e gli altri estensori della “Dichiarazione”, non a caso nata negli anni immediatamente successivi alla più disumana guerra e al più disumano periodo vissuti dall’umanità.

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