BRASILE: BOLSONARO ATTACCA L’AMBIENTE E RINUNCIA AD OSPITARE LA CONFERENZA SUL CLIMA

DI LUCA BAGATIN

Il nuovo Presidente del Brasile, il liberal capitalista Jair Bolsonaro, dopo la dichiarazione di voler cacciare i medici cubani che curano gratuitamente i poveri del Paese, non smette di fare dichiarazioni fuori da ogni buonsenso civile ed etico.

Questa volta se la prende infatti con l’ambiente che, a suo dire, non può ostacolare lo sviluppo. Il problema è che Bolsonaro non sembra essere consapevole del fatto che l’ambiente stesso – e la sua difesa – è parte integrante dello sviluppo di un Paese, specie del Brasile, che è un vero e proprio polmone ambientale vivente.

A pochi giorni dall’inizio della Cop 24, ovvero della Conferenza ONU sul clima, che si terrà nella cittadina polacca di Karowice dal 2 al 14 dicembre, Bolsonaro dichiara che rinuncerà a ospitare la Cop 25 in programma per il prossimo anno.

Bolsonaro ha affermato infatti che a suo dire: “La politica ambientale non può ostacolare lo sviluppo del Brasile. Oggi l’economia è in salute quasi solo nell’ambito dell’agribusiness. E proprio quest’ultimo si trova soffocato da questioni ambientali che non contribuiscono in nulla alla crescita né alla preservazione della natura”.

Una dichiarazione del tutto insensata e persino contraddittoria, in linea con l’ideologia della crescita economica illimitata – tipica delle politiche liberali e capitaliste assolute, vecchie e nuove – a tutto danno dell’ecosistema e quindi dello sviluppo del Pianeta e dell’equilibrio del suo clima.

Bolsonaro si insedierà il 1 gennaio 2019 e ha già scelto come Ministro degli Esteri un negazionista climatico come Ernesto Araujo e come Ministro dell’Agricoltura Tereza Cristina da Costa, nota per essersi battuta al Congresso per legalizzare le aree pubbliche invase dai latifondisti, con l’incremento esponenziale della deforestazione amazzonica.

E’ evidente che il Brasile, scegliendo alle elezioni Bolsonaro, ha condannato il suo futuro al regresso ambientale, civile e umano. Decisamente un passo indietro di decenni.

Luca Bagatin