GIAMPIERO INGRASSIA: «DOPO LA MORTE DI MIA MOGLIE HO TENUTO DURO PER AMORE DI MIA FIGLIA»

DI GIACOMO MEINGATI 
Un’antica credenza, tramandata nei secoli da cultura a cultura, da sapiente e sapiente, afferma che a volte, se presa nel modo giusto, una notte oscura può essere trasformata in un dono, o quantomeno in una possibilità di crescita, soprattutto se ci si ancora a un motivo per andare avanti giorno dopo giorno. Non credo ci possa essere evento peggiore della perdita della persona amata, non credo ci possa essere notte più buia, e non credo possa esistere una motivazione più forte del dovere che sente un padre di far crescere felice una figlia per andare avanti anche in quei momenti. 
Proprio questa esperienza di smarrimento tramutato in possibilità ha testimoniato Giampiero Ingrassia, il figlio del grande Ciccio, che ha raccontato per la prima volta a “Vieni da me”, il programma pomeridiano condotto da Caterina Balivo, della morte della moglie Barbara, avvenuta nel 2013 per un malore in montagna. Ingrassia ha dichiarato: «Barbara è morta nel 2013 all’improvviso per un infarto. Io stavo a Napoli per Frankenstein Junior, lei stava con mia figlia in settimana bianca e purtroppo è successo quello che è successo. Al suo funerale ho detto: “Non so se sono stato uno dei mariti migliori, ma sicuramente avrei dato la mia vita per te”».
Nel corso dell’intervista l’attore ha poi spiegato che questo tragico e doloroso evento si è paradossalmente, pur con molta sofferenza, trasformato in un’opportunità di crescita, aggiungendo che la motivazione principale che lo ha spinto a non fermarsi è stata la figlia Rebecca, che all’epoca aveva 10 anni. Ingrassia ha detto: «È stato un bel cambiamento per la mia vita, per la vita di mia figlia, ce l’abbiamo fatta. Rebecca aveva 10 anni. Ho fatto tutto da solo, mi hanno sostituito a lavoro, ho ricominciato tutto da capo. Non sapevo cucinare, ho imparato. Mi sono occupato degli abiti, di tutto. Eravamo io e Rebecca da soli: questa esperienza ci ha fortificato. Le dissi: “Da ora in poi la vita sarà diversa, ma non sarà più brutta”».