INCONTRO PUTIN TRUMP: RINVIATO CAUSA CRISI IN UCRAINA. UN GIOCO DELLE PARTI ?

DI ALBERTO TAROZZI

Paradosso dell’amicizia Putin Trump a un bivio.

Entrambi interessati alla disgregazione dell’Europa, che per conto suo ci mette l’anima nell’assecondare un processo di autodissoluzione. Ma l’alleanza Mosca Washington rischia di trovare nelle proprie origini le cause della sua fine. Preferire una Europa non compatta significa poi che, alla fine della strada, troverai paesi che guardano al Cremlino e paesi che guardano alla Casa Bianca, che si guardano in cagnesco l’un l’altro.

Ucraina, banco di prova. Un paese in guerra civile con la componente russofona che si proclama indipendente o comunque autonoma da Kiev, guardando a Mosca (dalla Crimea al Donbass). Sanzioni dell’occidente alla Russia che li sostiene. Paiono fatte apposta per dividere la Ue: più che i diretti interessati ne soffrono, a geometria variabile, i paesi euro occidentali connotati da più forti legami commerciali coi russi, come ad esempio l’Italia. Conflitti di interessi interni alla Ue che non possono essere dichiarati, nel nome di una comune appartenenza, ma destinati a logorare ulteriormente i fragili legami tra i membri della Unione  E però il giochetto finisce col mettere in rotta di collisione anche Donald e Vladimir. Inevitabilmente? Qualcuno, al di là dell’Atlantico, ci spera. Non è un mistero che dalle parti della Cia, come peraltro della Nato, esista un partito trasversale che va dai democratici ai repubblicani con un tempo di reazione psicotecnica un po’ lungo che pensa ancora ai russi come ai sovietici di 30 anni fa. Non ultimo quel Bannon fascista dichiarato specializzato in campagne elettorali di successo cui Trump qualcosa pur deve.

Morale della favola. Quando si sviluppano situazioni come l’attuale, in cui Kiev e Mosca paiono affilare le armi in conseguenza di una vertenza sul controllo delle acque e di chi vi transita sopra, al largo della Crimea, il filo diretto che lega i capi delle superpotenze pare spezzarsi.

Di qui la cronaca. Il presidente americano Trump alla fine ha deciso di cancellare l’incontro con il leader del Cremlino Putin, da effettuare nel corso del G20 in Argentina. a causa della crisi in Ucraina. Dicono le agenzie che lo ha annunciato lo stesso Trump in un tweet, con riferimento al mancato rilascio dei marinai ucraini fermati dai russi. “Considerato il fatto che le imbarcazioni e i marinai non sono ritornati all’Ucraina dalla Russia, ho deciso che sarebbe meglio per tutte le parti coinvolte cancellare il mio previsto incontro in Argentina con il presidente Vladimir Putin. Attendo di nuovo un vertice significativo non appena questa situazione sarà risolta”, ha scritto Trump. Putin abbozza nel segno del sarcasmo augurandosi di impiegare proficuamente con altri le due ore che avrebbe dovuto dedicare a lui.

Fine dell’idillio o una semplice pausa di riflessione, nel segno di un gioco delle parti?. Nell’attesa che l’interrogativo si risolva l’Europa sta come, d’autunno, sugli alberi le foglie, fiutando un tempo di guerra. Per certo il vento gelido dell’est, di provenienza ucraina, soffia oggi fino a raggiungere l’altra sponda dell’Oceano.