LETTERA AL MINISTRO. LA SCUOLA E’ LAICA E NON HA BISOGNO DI MISSIONARI

DI CLAUDIA PEPE

Caro Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti che è intervenuto al Congresso Nazionale della Fidae ( FIDAE è una federazione di Scuole Cattoliche primarie e secondarie, dipendenti o riconosciute dalla Autorità ecclesiastica, promossa dalla “Congregazione per l’Educazione Cattolica, la scuola e l’università” del Vaticano e riconosciuta dalla “Commissione Episcopale Italiana”), e dove ha parlato di parità e di autonomia, vorrei chiarire qualche punto con Lei.

Lei Ministro quest’estate ci ha informato di aver trovato un tesoretto nei cassetti del MIUR e poi, dopo pochi mesi, ci ha raccomandato di scaldarci con la legna che ci rimaneva. Probabilmente avrà pensato che tutti noi siamo andati in vacanza in alta montagna a spaccare legname, rami e frasche. Ma il suo discorso non finisce qui.

Lei dice: “Fare una riforma della scuola, oggi, è impensabile: con l’ultima, la Buona Scuola, la parte normativa non è stata spesso seguita da quella operativa e l’Osservatorio per la disabilità, per fare solo un esempio, a luglio non era ancora mai stato convocato

Ma, se non ricordo male nelle promesse elettorali della lega di cui Lei Ministro fa parte c’era:
Obiettivo di piena occupazione per i giovani attraverso stage, lavoro e formazione;
tutela del lavoro delle giovani madri;
abolizione di anomalie e storture della legge impropriamente detta “La Buona Scuola”;
azzeramento progressivo del precariato;
sostegno ed aiuto all’associazionismo sportivo quale strumento di crescita sociale;
rilancio dell’Università italiana per farla tornare piattaforma primaria della formazione.

Ma la punta dell’iceberg del suo messaggio, è stato un richiamo a noi insegnanti all’essere missionari dato che i genitori oggi svolgono un ruolo non facile e la scuola è l’unica vera agenzia educativa. Io mi dimetto dalle sue direttive, io non sono una missionaria, ma sono una professionista della scuola. Vorrei sapere se è a conoscenza già di quello che facciamo all’interno delle nostre classi e della scuola. Lei è stato insegnante e saprà benissimo che già svolgiamo oltre alle nostre ore frontali, progetti, il PTOF, che è nipote di MIUR, sorella di RAV e fratello di ANVUR. E con le sigle potremo fare un bel libriccino da ascoltare nei treni, nelle corriere e negli autobus che prendiamo ogni giorno per andare ad aprire cancelli che fanno entrare la libertà, l’indipendenza, il senso critico e la consapevolezza.

Per scoprire la parola “missionario” basta che Lei Ministro dia un’occhiata a Wiki e scoprirà che Il termine prende corpo verso la metà del Cinquecento e sono i Gesuiti a promuoverne l’utilizzo: esso proviene dall’introduzione del quarto voto da parte di Ignazio di Loyola durante la costituzione della Compagnia di Gesù.

L’origine teologica del termine è la traduzione latina della parola greca apostolo; non sempre la diffusione della propria religione è il compito principale del missionario, specialmente quando questi operi in zone con elevata eterogeneità culturale. Benché nell’accezione comune “missionario” riguardi prevalentemente il Cristianesimo anche altre religioni con vocazione universale formano missionari che procedono nello stesso identico modo.

Ecco Ministro la differenza tra professionista e missionario. Noi insegnanti della scuola pubblica, inclusiva e gratis non siamo votati alla missione ma a fare della nostra professione un capolavoro, nonostante tutte le riforme costruite ad arte contro di noi. Ma ormai noi insegnanti siamo abituati ad essere scaricati dopo mille promesse mai mantenute. Parlare di Istruzione in Italia è come parlare del famoso ponte che si dovrebbe fare sullo stretto di Messina. Tutti pronti nelle campagne elettorali a portare la scuola come un fiore all’occhiello e, poi, appena si insediano nel tempio che dovrebbe essere quello della democrazia, dicono: “Scuola.. Chi?” Le graduatorie sono esondate da anni, le persone alle convocazioni si presentano in abito da sposa per festeggiare il 25°anniversario con l’annuale appuntamento, non ci sono insegnanti di sostegno per coprire le necessità di tutti i ragazzi disabili, l’edilizia scolastica fa buchi ma proprio buchi sopra le nostre teste. Piove in qualche scuola, nei paesi terremotati ancora insegnano in baracche, non abbiamo la garanzia che le nostre scuole siano antisismiche, abbiamo avuto un aumento dello stipendio pari ad un caffè ma non tutti i giorni, ma a giorni alterni. E lei ci parla di missione perché i genitori sono in difficolta? E noi chi siamo? Le difficoltà le abbiamo anche noi, lasciamo i nostri figli per issare la bandiera di Socrate, non ci guardiamo neppure più nello specchio per non vedere che la vecchiaia arriva all’improvviso. Tra un progetto e l’altro, tra preparare lezioni e costruire mappe, tra genitori che ti devastano l’anima e studenti aizzati verso il luogo comune degli insegnanti fannulloni, insegnanti sempre in vacanza, insegnanti che non sanno fare il proprio lavoro. Potessimo farlo anche noi con chi gestisce il potere di questo Paese ormai deriso dal mondo. Ma intanto Lei Ministro pensa al Crocefisso e al presepe il tormentone del mese di dicembre. La Lega ha da tempo intenzione di rendere obbligatoria l’esposizione del crocifisso in scuole, uffici pubblici, università, carceri, consolati, e persino nei porti, aperti o chiusi ai migranti che siano.
In Parlamento è stata depositata a luglio la proposta di legge apposita, a firma della deputata del Carroccio ed ex Pdl Barbara Saltamartini.
Il provvedimento prevede una multa fino a mille euro per chi non rispetta la disposizione, rifiutandosi o dimenticandosi di affiggere il crocifisso in un luogo pubblico. “Te piace ‘o presepe?” diceva de Filippo, e anche noi siamo finiti in una commedia che come quella del grande Eduardo. Con il sapore della tragedia compiuta in atti. Le ricordo solo gli articoli della Costituzione che state stravolgendo con la forza delle ruspe, e dell’inesperienza
Articolo 3 della Costituzione Italiana: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociale. E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”
La scuola è laica perché non ammette la negazione del proprio essere, e soprattutto perché un crocefisso non ci farà missionari e nemmeno combatterà la distruzione della scuola italiana.

Ma è ora di andar a far legna, nevica e poi dicono che rilassi molto il sistema nervoso.