POLITICA E SOCIAL, QUALE RAPPORTO

DI CLAUDIA BALDINI

Leggo spesso che i social hanno peggiorato la politica, rendendola terreno di scontri, di insulti, di battute.
Ecco, non condivido questo giudizio. Anzi, vorrei far notare che i social hanno preso il largo perché la politica non entrava più nelle case, nei quartieri, nelle città. Addirittura non ci sono più sedi o strutture se non qualcuna nelle città e non tutte. Se guardiamo in provincia, l’aggregazione reale per un’assemblea o una iniziativa è scarsa, se non praticamente nulla.
E’ così perché il berlusconismo ha invaso tutto e tutti. Non c’è bisogno di partecipare, basta votare. D’altronde accade che anche quando partecipi, poi le scelte vengono fatte a tua insaputa e da pochi.
Molta parte del popolo è stato estromesso dalla partecipazione, oltre che dalla condivisione di scelte.
A quel punto, parlare di problemi e di politica nei social, specialmente su FB, è diventato importante. Per formarsi un’idea, per leggere i propri leader di riferimento, per confrontare opinioni.

Poi ci sono quelli che sparano a vista su tutto e tutti o quelli che usano l’anonimato per dire cose che non avrebbero il coraggio di dire di persona.

Ma rappresentano tutti la realtà, la consapevolezza del marcio creato. Con tutto ciò occorre misurarsi, perché questo è il Paese reale, non virtuale. Anche quelli che offendono solo al buio di una tastiera sono coloro che voteranno.
I politici dovrebbero entrare più spesso nei dibattiti in rete, non solo per rispondere una tantum a qualche personaggio noto, ma proprio intervenendo come fossero ad un’assemblea.

Chiaramente non è come potere discutere di persona, ma in fondo, in passato, la gente che aveva impedimenti a trovarsi, comunicava scrivendosi; ciò significa che scrivere e rispondere è un metodo mai archiviato.

Ecco, sono un po’ stanca di ascoltare compagni e leader che snobbano i social perché non è lì che si fa politica e chiunque può esprimere il peggio di sè senza conseguenze, in una parola FB abbruttisce le persone.

E’ un po’ come dire che lo specchio imbruttisce o cambia le persone. Un Paese sui social è un Paese allo specchio, le persone sono quello leggete, lo specchio non mente.

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