LA JUVENTUS PASSEGGIA A FIRENZE: 0-3

DI- STEFANO ALGERINI

La Juventus passa facile a Firenze e decisamente non c’è la notizia, bastava guardare la classifica prima del fischio iniziale. Poi è vero che in settimana, dalla parte viola, c’è stata la solita tarantella della “partita dell’anno”; del “gettare il cuore oltre l’ostacolo”; del “meraviglioso pubblico che spingerà la squadra a superare i propri limiti”: roba vecchia, diciamocelo. Cose che avevano un senso fino ad una decina di anni fa, adesso no. Sia perché il fuoco della passione ormai in curva Fiesole e dintorni non brucia più come prima (e non fatevi ingannare dalle scritte vergate da qualche decerebrato armato di bomboletta. Molto più significativo l’arrivo della squadra bianconera venerdì pomeriggio, nel centro di Firenze, accolta dall’entusiasmo dei propri tifosi e dalla totale indifferenza di quelli viola), ma soprattutto perché la distanza tecnica e fisica tra le due squadre è ormai abissale. La sensazione che si è avuta per tutta la partita infatti è che la Juventus giocasse in terza marcia e che la Fiorentina, comunque encomiabile sia chiaro, fosse lì con la lingua di fuori a dare il massimo possibile per cercare di fare partita pari. Che potesse andare a finire in maniera diversa da come è andata non si poteva proprio credere, a meno di essere adoratori di Rodari (cioè ad avere una passione sfrenata per le favole).

“Piccola, sali su da me che ti faccio vedere la mia collezione di gol sbagliati quando giocavo alla Fiorentina”, questa una possibile frase che Simeone potrà usare tra qualche anno per “intortare” qualche bionda rimorchiata in discoteca. Ovviamente si scherza, i giocatori non hanno bisogno di sforzarsi con frasi particolari, fanno tutto le bionde… No, appunto si gioca, e poi non è tutta colpa del numero 9 viola. Oggi il povero Giovanni si è mangiato l’ennesima occasione a tre metri dalla porta quando ancora il punteggio era solo sullo 0-1, è vero, però l’argentino per quasi tutta la partita sembrava un carrarmatino del Risiko lasciato solo a languire in Kamčatka con intorno territori popolati da decine di armate nemiche. Veramente troppo isolato in mezzo ai giganti della difesa bianconera il centravanti viola che oggi, a parte il rituale errore di cui si diceva, merita solo complimenti per aver provato a battagliare e far salire la squadra. Squadra che poi qualcosina ha creato, ma mai senza preoccupare davvero un portiere bravo come Szczęsny, uno che con un “tiretto” certo non lo freghi.

Dall’altra parte invece appena il tridente apriva un po’ il gas le occasioni (ed i gol) sono arrivate copiose. Come si diceva la Juve ha probabilmente in testa una sola cosa quest’anno: cioè la coppa dalle grandi orecchie. Il campionato è quasi un allenamento. Se poi, per tenere in vita col polmone d’acciaio giornali e trasmissioni tv, si vuole tirare ancora un po’ in lungo la favola (e due) del campionato ancora da decidere, delle rimonte fantascientifiche di Napoli, Inter, Roma (Milan no, non ci prova più nemmeno il giornale sportivo “colorato”) allora ok: ci mettiamo tutti intorno al fuoco e ascoltiamo a bocca aperta. Ma se si vuole essere un minimo seri ed oggettivi si può tranquillamente portare ad otto la conta degli scudetti consecutivi, e pensare seriamente ai playoff come unica soluzione per rendere un minimo eccitanti i prossimi campionati, altrimenti destinati al 99% a “morire in culla” come questo.

Tornando al piccolo orticello viola non sarà questa sconfitta a poter cambiare il senso di una stagione. Né a turbare in modo particolare la società. Dunque si possono tranquillamente escludere decisioni clamorose come il cambio di guida tecnica o del direttore sportivo. Certo adesso la tregua con la curva sembra rotta, alla fine della partita sono ricominciati i cori contro i Della Valle, e stavolta il resto dello stadio è sembrato molto meno convinto nel contestare i contestatori. E del resto dopo uno 0-3 con la nemica storica ci sarebbero voluti dei martiri più che degli ammiratori dei fratelli marchigiani, per opporsi all’ondata di risentimento verso una proprietà che (non lo diciamo certo da stasera) tiene la Fiorentina controvoglia, preoccupata solo che non crei problemi economici.