MASSIMO FERRERO NEL MIRINO DELLA FINANZA, MAXI SEQUESTRO DI BENI

DI JACOPO MORRONI

Circa due milioni e seicentomila euro. Questa la cifra che la Guardia di Finanza ha sequestrato tramite decreto al patron della Sampdoria e imprenditore cinematografico Massimo Ferrero, indagato insieme ad altri cinque. Capi d’accusa pesanti, quali appropriazione indebita, truffa, emissione e utilizzo di fatture false, autoriciclaggio e impiego di denaro sporco, quelli che pendono sulla testa del noto ed “esuberante” presidente doriano. E l’indagine si allunga anche sulla Samp stessa: sarebbero spariti circa un milione e duecentomila euro dal totale percepito per la cessione di Obiang al West Ham. E così il sequestro scatta anche per beni della squadra, con duecentomila euro ed un immobile lussuoso a Firenze “congelati” dai finanzieri.

Ma chi è Massimo Ferrero? Beh, per i pochi che non lo sapessero, l’eclettico Ferrero è uno di quei numerosi casi, nel mondo dello spettacolo, di uomo venuto su dal nulla, con una scalata vorticosa, a metà fra l’abile ed il fortunato. Diciottenne, inizia a fare il factotum nell’industria cinematografica che faceva capo a Cinecittà. Autista, assistente, aiutante di produzione, ricopre quasi ogni ruolo possibile intorno al set, prima di diventare, a metà anni settanta, direttore di produzione e quindi produttore esecutivo. I primi investimenti autonomi nel cinema però, non vanno a buon fine: aiutato dalla moglie, perde quattrini a non finire con produzioni come “La Carbonara” o “Libero Burro”. La svolta arriva con l’acquisto di circa sessanta sale cinematografiche ad un prezzo d’occasione, per il fallimento di un’azienda del “Cecchi Gori Group”. E da questa solida base imprenditoriale, decide per il salto nel mondo del pallone, con un’ulteriore mossa incredibilmente favorevole: in cambio del pagamento di circa quindici milione di debiti, Garrone gli cede la Samdoria a titolo gratuito.

Da qui in poi il personaggio è noto. Estroso, ai limiti del molesto, Ferrero inonda i microfoni di mezza Italia calcistica con fiumi di follia presidenziale. Propone film ad Ilaria D’Amico, canta cori della curva doriana in diretta nazionale, racconta, con la sciarpa della Samp addosso, la sua passione per la Roma. Ogni post-partita uno show, tanto da finire bersaglio persino di Crozza, con una storica imitazione divertente ma non troppo lusinghiera. Insomma, dire che si tratti di un uomo particolare credo non sia mentire. Ed il profilo di imprenditore è chiaro: astuto procacciatore di occasioni ma mediocre investitore. E forse questa ambiguità nelle sue attività (che vedono persino una sfortunatissima avventura con una compagnia di voli charter) può essere stato il campanello d’allarme che ha attivato le indagini del Nucleo di Polizia Valutaria, culminate, per ora, nel maxi-sequestro.

Le reazioni da ogni parte non si sono fatte aspettare. Gli Ultras della Sampdoria hanno chiesto le spiegazioni “del presidente” in persona, ignorando l’istituzionale tweet della Società, che afferma di riporre la solita ed immancabile fiducia nella magistratura. “Non siamo giudici, non condanniamo nessuno ma pretendiamo di sapere come stanno le cose direttamente e pubblicamente dal signor Massimo Ferrero”, si legge sul sito ufficiale del gruppo Ultras Tito Cucchiaroni. Ed anche la Procura della Federcalcio fa eco alla Finanza, aprendo un fascicolo su Ferrero, e mettendo a rischio, almeno sulla carta, la sua carica di presidente.

Attendiamo anche noi, fiduciosi, gli sviluppi, con occhio critico ma anche colpevolmente divertito: in fondo, Ferrero è un folle personaggio, specchio del mondo postmoderno, in equilibrio fra potere, imprenditoria, e pubblico ludibrio.