NEGLI USA NASCE INTERNAZIONALE PROGRESSISTA, A ROMA IL TERZO SPAZIO ALTERNATIVO

DI CARLO PATRIGNANI

Oltreoceano, al The Sanders Insitute Gatheting di Burlington, è stata lanciata l’Internazionale Progressista per riunire sull’idea di un New Deal mondiale e contro il nuovo asse autoritario globale tutti i movimenti e partiti progressisti del mondo, in Italia invece, in un teatro romano, è stato lanciato l’ennesimo polo o spazio politico alternativo di una sinistra che più sbrindellata, frammentata e senza idee, non si può, per la solita alternativa dal basso mai vista e pervenuta.

Da una parte – Oltreoceano – 250 tra intellettuali (Naomi Klein), politici, (Fernando Haddad che ha sfidato Jair Bolsorano alle elezioni presidenziali in Brasile, Ada Colau sindaco di Barcellona e Bill De Blasio, sindaco di New York) ed economisti (Jeffrey Sachs), hanno condiviso l’appello all’azione del senatore socialista democratico Bernie Sanders e dell’economista greco Yanis Varoufakis per […] creare una rete globale di individui e di organizzazioni che combatteranno insieme per la dignità umana, la pace, la prosperità e il futuro del nostro pianeta, dall’altra – nel teatro romano – esponenti della cosiddetta sinistra di base e, ben mimetizzati, politici di Sinistra Italiana e Rifondazione Comunista, hanno condiviso l’offerta di De Magistris del terzo o quarto spazio alternativo.

Con l’ectoplasma del Pd ancora in cerca di un gruppo dirigente e di un pensiero minimamente coerenti e credibili e la quasi invisibilità di conoscenze, precocemente invecchiate, come Leu e Potere al popolo, si capisce bene come e perchè si sia finiti nell’attuale governo gialloverde che, pur se legittimato da un innegabile voto popolare, prestissimo può diventare ben altro: un rimodellato Renzusconi.

La profezia di Varoufakis, capolista, Spitzenkandidat, in Germania per Demokratie in Europa, sembra essersi materializzata nel teatro romano: l’Italia di tutto ha bisogno tranne che di una lista Frankenstein. Quindi, Diem25 andrà avanti con i compagni portoghesi di Livre, danesi di Alternativet, i polacchi di Razem e con i francesi di Benoit Hamon.

L’obiettivo della Internazionale Progressista non è racchiuso entro le ristrette mura di ogni singolo Paese come teorizzano i nazionalismi sovranisti ma ha una visione globale, internazionalista: opporsi alla ascesa globale dei movimenti e partiti di destra riuniti e uniti nella International Nationalist.

Idea questa – il nuovo asse autoritario – che lanciata da Sanders, il mentore degli incontri di Burlington e New York, su The Guardian: l’ascesa dell’autoritarismo è oggi un fenomeno globale e deve essere combattuto in modo globale. La sinistra deve respingere qualsiasi strategia nazionalista. La strategia per rispondere è globale, rispecchia in toto la visione politica di Varoufakis e di Diem25, movimento paneuropeo e transnazionale, e anche del leader del Labour Party, Jeremy Corbyn.

La posta in gioco è, dunque, altissima perchè una rete di fazioni di destra sta collaborando per erodere i diritti umani, mettere a tacere il dissenso e promuovere l’intolleranza, recita l’appello di Sanders e Varoufakis, e per sconfiggerla non possiamo tornare allo status quo fallito degli ultimi decenni. Una globalizzazione senza limiti ha promesso pace e prosperità. Ma invece ha generato crisi finanziaria, guerre inutili e cambiamenti climatici disastrosi.

E’ per questa innegabile, evidente, ragione che c’è bisogno di una risposta globale – il New Deal come fece Franklin Delano Roosevelt negli anni Trenta – e non semplicemente nazionalista, così come in Europa c’è bisogno assoluto di una risposta paneuropea e non nazionalista o peggio ancora regionalista perchè la vera battaglia in Europa – ha precisato Varoufakisnon è tra nord e sud, ma tra progressisti e autoritari – siano essi austeriani d’establishment o razzisti insorti – in ogni paese dell’Ue. Solo la democrazia transnazionale può contrastare le narrazioni settarie e nazionaliste che nascondono questa lotta di fondo.