FRANCIA SOTTO CHOC DOPO IL SABATO NERO DEI GILET GIALLI. GLI AGGIONAMENTI

DI MARINA  POMANTE

 

La Francia oggi è sotto choc dopo che ieri la manifestazione ormai contro tutta la politica del governo Macron ha provocato danni e tafferugli per tutta la città, tanto da definirlo un sabato nero di Parigi per questa guerriglia innescata dai Gilet gialli.
La grande tensione nel centro di Parigi è stata fomentata da frange di estrema destra come è testimoniato da un tweet con foto del giornalista Sylvain Chazot, sulla foto si vede sullo sfondo un vessillo nero con la croce celtica. 5.500 i manifestanti sugli Champs Élysées che hanno incendiato le auto. Arrivati volutamente equipaggiati hanno causato scontri con la polizia distruggendo inoltre vetrine, anche quelle che avevavo esposto il gilet giallo, inoltre un palazzo è stato dato alle fiamme nelle vicinanze dell’Arco di Trionfo, evacuate le Galeries Lafayette. La zona di place de l’Étoile, in alto agli Champs Élysées, e dall’Arco di Trionfo, si sollevavano nubi di lacrimogeni prodotti dagli scontri fra agenti e manifestanti. Intorno alla fiamma del milite ignoto inoltre, sotto l’arco di trionfo, dei dimostranti con il volto coperto da caschi e cappucci hanno cantato la Marsigliese, in un clima estremamente teso.
In conclusione 200 persone sono finite in stato di fermo. La protesta è partita dagli Champs Élysées e poi si è allargata a tutto il centro città. Ieri il premier francese, Edouad Philippe, ha descritto di scene di una violenza raramente raggiunta. Negli scontri sono rimaste ferite almeno 80 persone tra cui 11 agenti. La protesta era nata per l’aumento dei carburanti ma ormai si è allargata a tutte le attività del governo Macron e ha portato in piazza 75mila francesi.

Nella manifestazione ieri sono state fermate 103 persone. Edouad Philippe, si è dichiarato scioccato “dalla messa in dubbio di simboli della Francia” esterefatto ha trovato disdicevole che “l’Arco di Trionfo venga ‘taggato’ e che intorno alla tomba del milite ignoto possa verificarsi una manifestazione violenta”.
Ieri per recarsi nella sede della polizia ha annullato la sua visita al Consiglio nazionale di La Republique En Marche (Lrem).
Philippe ha poi proseguito dichiarando: “Siamo determinati a fare in modo che non venga scusato nulla a chi viene con la sola volontà di rompere, di provocare le forze dell’ordine” e infine il ministro ha aggiunto: “Voglio dire che nel nostro Paese siamo attaccati alla libertà di espressione, è garantita e sarà difesa, siamo attaccati al dialogo e sarà benvenuto chi vuole lavorare, con il governo e con l’insieme delle organizzazioni sindacali, politiche, alla definizione di soluzioni”.
L’emittente Bfmtv riportava che, secondo quanto riferiva l’Eliseo, Macron anche se era in Argentina per il G20, era “regolarmente informato sull’evoluzione della situazione, come in ogni manifestazione”.

Oggi il presidente Emmanuel Macron, dopo essere rientrato dal G20 di Buenos Aires, ha visitato la zona dell’Arco di Trionfo per rendersi conto dei danni prima di dar luogo a un vertice e fare il punto sulla situazione. Il bilancio tra ieri e oggi è ulteriormente incrementato sono 412 i fermati, con 378 persone ancora sotto custodia, e sono saliti a 133 i feriti. Uno dei manifestanti è in condizioni molto gravi e ci sono 23 poliziotti feriti. Nella notte tra sabato e domenica si è aggiunto alla drammatica serie, il terzo morto legato alle proteste contro l’eco-tassa sul carburante e il carovita: ad Arles, nel Bouches-du-Rhone, intorno alle 2 del mattino, un’auto ha tamponato un camion fermo per il blocco ed è stata tamponata da un’altra vettura, il conducente è morto sul colpo. L’incidente e stato causato da un blocco stradale dei Gilet gialli su una strada provinciale.

Macron era gia fermo sulla condanna su tutta questa violenza “Quello che è successo non ha nulla a che fare con l’espressione pacifica della rabbia legittima. Nulla giustifica questi eccessi” e ha convocato un vertice d’emergenza. A partecipare al summit saranno il premier, Edouard Philippe che si è visto costretto a non partire per la conferenza sul clima COP24 in Polonia, il ministro dell’Interno Christophe Castaner, il sottosegretario Laurent Nuñez che è già direttore della Dgsi, (i servizi segreti che operano all’interno del Paese) e i vertici dell’ordine pubblico.

Le opzioni sul tavolo sono evidenti, in primis per evitare incidenti come quelli di sabato, sarà attuato il dialogo con i manifestanti fino all’eventuale proclamazione dello stato d’emergenza. L’incontro metterà a disposizione i risultati della riunione straordinaria convocata dalla sindaco Anne Hidalgo proprio per una prima valutazione dei danni.

Il sindacato della polizia Unsa ha chiesto espressamente che non venga autorizzata la prossima manifestazione dei Gilet gialli a Parigi, prevista per sabato 8 dicembre, in apertura dello shopping natalizio. Mentre il ministro dell’Interno Castaner e il suo sottosegretario Nuñez saranno ascoltati martedì in Senato proprio in virtù delle “rivolte, aggressioni contro le forze di sicurezza e atti di vandalismo e distruzione” avvenuti durante gli scontri.

Oggi per la prima volta c’è stato un collettivo dei gilet gialli e si è presentato come “portavoce dei gilet gialli liberi”. Al governo di Macron si è rivolto con un’apertura e detto disponibile a un “primo appuntamento”. 10 sono i portavoce, fra cui Jacline Mouraud, al cui appello sui social molti attribuiscono l’origine della protesta. Le richieste “immediate e senza condizioni” sono: “blocco dell’aumento delle tasse sui carburanti e annullamento della sovrattassa sulla revisione obbligatoria dei veicoli”, garantendo al governo “un’uscita dalla crisi”.

Anche sabato 24 novembre a Parigi erano avvenuti altri scontri e il bilancio era di 101 fermi e 24 feriti, tra cui cinque agenti. Il presidente del Senato, Gerard Larcher dell’opposizione di centrodestra dei Republicains, ha avvisato “il governo non ha diritto a un altro sabato nero” e ha preteso una risposta che sia “anzitutto politica”.