OLIVIERO, LA MAESTRA ‘GENIALE’ CHE INSEGNA LA LIBERTÀ

DI CHIARA FARIGU

Forse ai più è passata in secondo piano lei, la maestra Oliviero, interpretata dalla bravissima Dora Romano. Il suo, un personaggio bellissimo. Una maestra sui generis, tutto d’un pezzo, severa quanto basta ma con un cuore grande così. Una femminista ante-litteram che crede che con l’impegno e lo studio si possano cambiare i destini già segnati, come quelli delle sue allieve Lila e Lenù già impregnate dei pregiudizi tipici di quel rione napoletano in cui vivono.

Non demorde la Oliviero soprattutto con Lila nella quale intravede potenzialità fuori dal comune, un’intelligenza di gran lunga superiore rispetto alle sue compagne. La stessa Lenù, da sempre prima della classe, dovrà scontrarsi confrontarsi e adattarsi alla superiorità di pensiero della sua amica geniale. Sentendosi spesso inadeguata di fronte alla facilità con la quale affronta e risolve i problemi.

Sarà lei, la Oliviero, l’artefice del futuro di Elena. Quella maestra burbera e intransigente che le ha insegnato l’amore per la lettura, per i racconti, per lo studio in generale. Le ha insegnato a non arrendersi, a mordere la vita coi denti per sottrarsi da un destino certo di miseria e sopraffazione. Le ha dato le ali per la libertà. Libertà che solo l’istruzione può garantire. E che Lila, rimasta schiava dei pregiudizi e dell’ignoranza della famiglia non ha saputo/voluto cogliere. Buttando alle ortiche il suo enorme potenziale.

Una maestra eccezionale la Oliviero, geniale quanto le due protagoniste. Che mi ha fatto tornare indietro nel tempo, al mio primo incontro con la mia maestra. Stesso piglio, stesso approccio, stessa pettinatura. Era poco più che trentenne ma sembrava già attempata. Come la Oliviero ci inculcava l’amore per la lettura, per lo studio. Ci insegnava ad essere curiose, a osare. Ci insegnava a volare … ma questo l’ho capito dopo. Quando ho spiccato il volo anche (e soprattutto) grazie a lei