INTERNAZIONALE PROGRESSISTA: C’E’ UN MONDO PER MOLTI NON PER POCHI

DI CARLO PATRIGNANI

Contrariamente a quel che propaganda la santa alleanza dei nazionalisti e dei tutori neoliberisti del capitalismo non regolamentato, dalla liquidazione nei primi anni ’70 degli accordi di Bretton Woods che sono stati alla base della rinascita economico-sociale dopo il deleterio conflitto mondiale, c’è un mondo per i molti e non per i pochi: è questo il messaggio aperto, unisciti a noi! (Open call. Joins us!) della neonata International Progressive – Internazionale Progressista – voluta e messa in piedi negli Usa da Bernie Sanders e Yanis Varoufakis.

Il Pil mondiale è di 130 miliardi di dollari, diviso per tutti gli esseri umani darebbe un Pil pro capite di 19 mila dollari all’anno, ha spiegato l’economista Jeffrey Sachs nel corso di una delle tante tavole rotonde organizzate dal Sanders Institute tra Burlington e New York, ossia un importo – i 19 mila dollari l’anno – che è ben al di sopra degli 11.800 euro all’anno, ad esempio, del salario medio portoghese.

Ed è una fake news quanto la santa alleanza dei nazionalisti e dei tutori neoliberisti del capitalismo non regolamento, va propagandando, con l’aiuto dei media compiacenti, sia il dogma thatcheriano: non c’è la società ma solo gli individui sia quello blairiano: il socialismo è morto, c’è solo la terza via neoliberista.

La prova è venuta dalla tre giorni statunitense che ha rilanciato non solo la società comunità di persone umane, ma l’ideale socialista e umanista: temi che sono stati al centro del summit internazionale sulla lotta alle diseguaglianze a Città del Messico tra il neo presidente Andres Manuel Lopez Obrador fautore di un’alleanza progressista globale per il cambiamento, il leader laburista Jeremy Corbyn, i presidenti della Bolivia Evo Morales, del Venezuela Nicolas Maduro, di Cuba Miguel Diaz-Canel e lo spagnolo Miguel Angel Revilla, leader del Partito Regionalista di Cantabria.

Quanto avvenuto in contemporanea negli Usa e in Messico produce un certo effetto positivo: ma se si guarda alle vicende nostrane tuttora legate a un provincialismo ottuso e disarmante rischia seriamente di svanire.

Da noi il sindaco di Napoli, l’ex-magistrato arancione Luigi De Magistris, chiama a raccolta in un teatro romano militanti della sinistra di base e i desaparecidos della sinistra radicale per farsi incoronare capopopolo di un terzo spazio politico alternativo al blocco dell’austerity e del governo del cambiamento.

Un altro sindaco Ada Colau di Barcellona invece aderisce all’appello di Sanders e Varoufakis contro il nuovo asse autoritario e partecipa all’assise internazionale di Burlington dove ha urlato l’urgenza di amplificare le alleanze nel mondo per un’alternativa progressista e fermare l’estrema destra razzista violenta, omofoba e sessista [Trump, Bolsorano, Salvini] che si sta organizzando.