FRANK ZAPPA RISORGE E TORNA IN OLOGRAMMA A 25 ANNI ESATTI DALLA MORTE

DI LUCA MARTINI

Premessa doverosa: ci sono forse solo due persone che possono parlare a proposito di Frank Zappa in Italia. Una è Ivano Gladimiro Casamonti, grande irregolare della critica rock che posta il seguente messaggio: Il 4 dicembre 1993 a 52 anni moriva Frank Vincent Zappa. Ci manca ancora moltissimo. E aggiunge più in là in puro mood zappiano: È proprio come in Joe’s Garage quando alla fine il perfido Scrutinatore Centrale vince la sua battaglia per far abolire la musica dal mondo, e a Joe non resta che suonare per l’ultima volta il suo “immaginario assolo di chitarra” – che poi è Watermelon in Easter Hay – la musica non è finita, ma non sta mica tanto bene.

La seconda persona che può farlo è naturalmente il Decano della nostra critica rock, Messer Riccardo Bertoncelli. Frank Zappa, a cui ha dedicato una buona parte del libro Topi Caldi (Giunti), per lui, in sintesi più che estrema, è la massima espressione della felicità. La musica zappiana era ed è felice, infatti: rappresenta una felicità cosciente delle bellezze dell’universo, oltre che il più feroce e anarchico attacco alla stupidità umana e a ogni potere costituito, mondano o ultra mondano.

Premesso questo, per chi non conoscesse questo musicista a 370 gradi (sic) – chi scrive lo ricorda esile e cortese una sera del 1988 al PalaTrussardi di Milano, prima che eseguisse tra l’altro il Bolero di Ravel (!) – c’è poco da sapere e molto da sentire. A caso. Tuffandosi in Spotify. Qualsiasi pezzo andrà benissimo e sarà diverso dall’altro. Zappa compositore e chitarrista elettrico ha mescolato nei suoi dischi ogni tipo di musica, da solo o con le Mothers of Invention. Partito dal jazz e dalla musica contemporanea (l’amatissimo Edgard Varèse), sempre muovendosi tra pop e cultura alta, tra psichedelia e classica, il genio di Baltimora ha scritto note magnifiche e inclassificabili che ne hanno fatto un monumento della musica tout court.

Ma la vera notizia è che ci aspetta addirittura un ritorno in ologramma nel tour The Bizarre World of Frank Zappa, sulla scia di altre iniziative del genere come quella dedicata a Ronnie James Dio. È organizzato per il 2019 ma annunciato con un trailer in questi giorni sul sito ufficiale di Zappa: un pugno di fedeli musicisti interagirà con l’illustre estinto – esistono e sono riproducibili live ore e ore di musica registrata – proponendo uno spettacolo evento dallo spirito vagamente messianico. Apparirà in ologramma anche il fido e litigioso Captain Beefheart, compagno di avventure indimenticabili?

…And ultimately, who gives a fuck anyway? (laugh)…Excuse me…so who gives a fuck anyway? So he goes back to his ugly little room and quietly dreams his last imaginary guitar solo… (Da Watermelon in Easter Hay)