ADDIO ALLA FORNERO, EVVIVA LA MATEMATICA

DI CLAUDIA BALDINI

2018: Quota 100 non più con 38+62 ma con 64+40
L’ipotesi insita nella nuova proposta presentata da Alberto Brambilla è quella di uno scalone al 31 dicembre per cui andrà in pensione a marzo 2019 si chi ha raggiunto i requisiti per la quota 100 (62 anni di età + 38 di contributi ) ma da almeno due anni.
Qui sta la novità, ragione per cui vuol dire che da gennaio 2019 andranno potenzialmente in pensione non tutti coloro che hanno centrato i 2 requisiti imprescindibili che già a lungo hanno fatto discutere ma solo ed unicamente chi entro il 31/12/2018, quei 2 requisiti li ha centrati da ormai due anni. In estrema sintesi, si potrà ritirare solo chi IN realtà avrà 64 anni di età e 40 di contributi.

Pensioni ultimissime, Brambilla: modifica necessaria, per evitare ingorgo Inps e costi esosi
Nella legge di Bilancio al momento non vi sono criteri che stabiliscono l’uscita con la quota 100, ragione per cui è ipotizzabile, che proprio nella speranza di trovare una quadra con l’Ue, ed evitare la procedura d’infrazione, si dovranno tagliare le spese sulle due misure (reddito e pensioni) che più pesano sul bilancio della Manovra 2019.

UNA BELLA FREGATURA