ARRESTATO SETTIMINO MINEO, “PADRINO” DI COSA NOSTRA. 46 ARRESTI NELLA CUPOLA A PALERMO

DI PATRIZIA ING. LASSANDRO

La nuova cupola di cosa nostra ha subito una forte “menomazione”: quarantasei arresti, compreso il capo, Settimino Mineo di 80 anni.
Dopo molti anni la storica Cupola si era ricostituita, stando a quanto stabilito da una indagine della dda di Palermo. Il fermo è stato eseguito dai carabinieri del comando provinciale. Le accuse sono di associazione mafiosa, estorsione aggravata, intestazione fittizia di beni, porto abusivo di armi, danneggiamento a mezzo incendio, concorso esterno in associazione mafiosa.
Settimino Mineo, 80 anni, gioielliere e con in più un “curriculum” mafioso di decenni, è il nuovo capo di Cosa nostra. Dopo la morte del noto boss Totò Riina, sarebbe stato eletto al vertice della commissione provinciale che da anni aveva smesso di riunirsi in quanto i clan avevano preferito tornare alla struttura indivisibile consacrata dal tempo. Condannato a 5 anni al maxi processo istruito da Giovanni Falcone, fu arrestato di nuovo 12 anni fa per poi tornare in libertà dopo una condanna a 11 anni.
Francesco Lo Voi, procuratore di Palermo, ha coordinato l’inchiesta unitamente a Salvatore De Luca e ai pm Francesca Mazzocco, Amelia Luise, Dario Scaletta, Gaspare Spedale e Bruno Brucoli. Nel corso dell’inchiesta sono state ricostruite le vicende dei clan palermitani di Porta Nuova, Poagliarelli, Bagheria, Villabate e Misilmeri.
Tommaso Buscetta ne fece il nome agli inquirenti, come è apparso dalle indagini dei carabinieri. Aveva paura di essere intercettato e non usava mai telefoni. La Commissione provinciale di Cosa nostra, che da anni aveva smesso di radunarsi, sarebbe stata riconvocata il 29 maggio scorso sulla scorta delle tradizioni del passato.