LA FRANCIA PERIODICAMENTE DETESTA SE STESSA

DI ALBERTO NEGRI

La Francia, quasi sempre governata da una élite selezionata, è un Paese che periodicamente si rivolta contro chi la comanda che siano il re, i nobili, i borghesi o i tecnocrati. Dalle jacquerie contadine del ‘600 alla rivoluzione del 1789, dalla Comune di Parigi del 1871 al maggio 1968, sono milioni i morti in guerre civili. Il commissario Papon, che a Vichy deportava gli ebrei, nel 1961 affoga 200 algerini nella Senna mentre la Francia aveva già fatto un milione di morti in Algeria, 15 anni dopo viene condannato per “crimini contro l’umanità”. Poi in questi decenni sono venute le rivolte nelle banlieue e il terrorismo islamico su cui sono stati scritti fiumi di inchiostro. E’ cronaca di ieri. C’è da meravigliarsi che la Francia di tanto intanto detesti se stessa e si metta a ferro e fuoco alla prima occasione?