DALL’AUTISMO AL RITARDO MENTALE PASSA IL SILENZIO. LA POLITICA CHE OFFENDE

DI PAOLO VARESE

Qualche tempo fa, durante una manifestazione del M5S, Beppe Grillo utilizzò il termine “autistici” per definire una categoria di politici. Immediatamente si levarono gli scudi da parte di alcuni esponenti istituzionali, biasimo ed accorati appelli a tutti, financo agli alieni ed al giudizio degli dei, perché fosse impedito un linguaggio che ledeva la dignità delle persone con diversi processi psichici. Furono pubblicate anche testimonianze dirette, per rimarcare quanto Grillo fosse scaduto nel suo inveire da comico prestato alla politica. E fu giusto, sia chiaro, perché non si devono mai trascendere alcuni limiti, se si vuole continuare ad essere considerati umani e pensanti, se non civili. Però poi, ieri, 4 dicembre 2018, il fotografo Oliviero Toscani ha definito Giorgia Meloni brutta e ritardata. Si sono valicati due limiti in questo caso, di cui secondo me due molto gravi. Premettendo che il pensiero di Giorgia Meloni può trovare sostenitori o no, ma questo si applica in tutte le sfere della politica, rimane il fatto che è una donna. Apostrofarla come “brutta” tende a minare quella parte di femminino che non ha nulla a che vedere con l’estetica ma semmai con le insicurezze e con l’apprezzamento sociale, e così come tutto il mondo politico prese le distanze da Berlusconi quando definì Rosy Bindi più bella che intelligente, così avrebbero dovuto fare i politici dell’area cui appartiene Toscani. Inoltre l’altro paletto invisibile, ma non per questo inesistente, che il fotografo ha volutamente divelto, è quello del ritardo mentale. È ammissibile come offesa? Non è un paragone alla Grillo, perché non c’è stato un raffronto, ma è un puro e semplice insulto, un po come quando da bambini si dice scemo a qualcun altro non trovando altre parole da usare per arrivare dritti alla meta. E si tira in ballo una diversità psichica che riguarda molte persone, senza colpa, solamente per mostrare la muscolatura lessicale. Sono più forte e più cattivo e ti insulto per lasciarti senza difesa. A questo punto la fortuna per la Meloni è stata quella di non essere anche sovrappeso, altrimenti si sarebbe sentita dare della cicciona. Ecco, credo si sia giunti ad un punto in cui non si cerca più il confronto tra idee diverse, ma alla semplice offesa, allo scambio di convenevoli senza alcun sostrato mentale ed ideologico di riferimento. Detta papale papale, si è arrivati al “mi stai antipatico” senza possibilità di opposizione se non lo scadere al medesimo livello. Per me Toscani, la Meloni, Salvini, Minniti, Martina e compagnia bella possono insultarsi quanto gli pare se vogliono, ma dovrebbero tutti ricordarsi di essere figure di riferimento, se non altro per la posizione sociale e per la visibilità. Quindi in pubblico auspico che tutti trovino il modo di dialogare, o litigare, restando entro i confini del linguaggio pulito, e se poi in privato vogliono tirarsi le caccole facciano pure.