IL CAPITANO SOLIDALE CON LE VITTIME DI STUPRI, SOLO CON CHI DICE LUI

DI EMILIO MOLA

Niente. Pensavo fosse una questione di distrazione, una svista, una disattenzione. Invece no: come dimostra questa carrellata degli orrori, il Capitano, in fatto di stupri, è (giustamente) attentissimo. Da sempre. Non gliene sfugge uno. Ed è sempre, sempre molto solidale (giustamente) con le vittime di questo crimine infame e orrendo.

Vabbé, quasi tutte.
Non è che infatti il Capitano sia tanto solidale con proprio tutte tutte le vittime di stupro eh. Ha una sua predilezione insomma.
Per lui meritano di ricevere solidarietà pubblica – esclusivamente o quasi – le sole donne stuprate da stranieri.
Per carità eh, non sto assolutamente dicendo che lui usi le vittime di questo orrore a scopi elettorali e politici, magari per aizzare la gente contro determinate popolazioni; magari per far credere con post come questi, da cui mancano quasi completamente gli stupratori italiani, che se non ci fossero gli stranieri non ci sarebbero stupri.
Non mi permetterei mai di accampare una simile ipotesi. Sarebbe troppo disgustoso.

E’ che evidentemente c’è qualcosa che a noi sfugge sullo stupro, che rende le vittime di stranieri più vittime di chi viene abusata da un italiano. O comunque meno meritevole di solidarietà pubblica e post dell’attento Ministro. Deve essere una questione epidermica forse, o linguistica, non lo so. Ma di sicuro un motivo c’è. Che però sfugge.

Ad esempio non c’è traccia sulla sua sempre attenta pagina di Facebook della 16enne stuprata a Saronno da un 22enne brindisino. Eppure il video di come quella bestia l’ha avvicinata e minacciata, e incurante delle sue preghiere, del suo sguardo colmo di terrore, l’ha trascinata nel sottopassaggio della stazione e dove ha abusato di lei, è agghiacciante.

Per lei il ministro non ha proprio trovato tempo. Ha avuto tempo di pubblicare i soliti post sugli immigrati, una foto di un bacio perugina, la foto dei bucatini della Barilla “alla faccia della pancia”, le foto di chi non ci sarà al suo raduno, ecc. Ma per lei tempo proprio non ne ha avuto.

E viene da pensare a cosa sarebbe accaduto se quello stupratore fosse stato un nord africano o un bengalese o un romeno. Forse per lui la cosa avrebbe fatto differenza, e il tempo per la vittima lo avrebbe trovato. Ma per lei, come per tutte le vittime di stupro, di queste bestie infami italiane o straniere, probabilmente no. Non avrebbe fatto alcuna differenza.