IL CASO ROMA MULTISERVIZI. BIANCO NATALE? NO, NATALE IN BIANCO

DI PAOLO VARESE

Immaginate la scena. Una famiglia, un padre ed una madre, un paio di bambini e la casa tutta addobbata per le feste. Albero di natale lucente, una ghirlanda, musica natalizia di sottofondo. Tutti in attesa dei parenti per il cenone. Sembra tutto perfetto, ma manca una cosa. Sotto l’albero non ci sono regali, o meglio, si, un paio di piccoli pacchetti, che i bambini guardano con sorriso triste, deluso. Ricordano l’anno precedente, quando pacchettini e dolcetti erano li, sotto quell’albero di plastica in quella stanza illuminata a festa. I genitori lo sanno, lo capiscono, ma a natale le bollette vanno comunque pagate, e la spesa va fatta, solamente che quest’anno i soldi in casa non sono entrati come al solito. Nessuna cifra importante, lo stipendio, il contraccambio per il lavoro svolto. La stessa scena si ripete, seppur con variazioni soggettive, in altri appartamenti, in altre case. E lo stesso sguardo dispiaciuto lo avranno molte persone, tante, troppe. Senza dubbio questa sensazione la proveranno i dipendenti della Roma Multiservizi, azienda capitolina condannata ad una agonia perenne, sin dai tempi dell’ex sindaco Marino. Iniziò lui una battaglia per far chiudere questa azienda, che secondo lui costava troppo, per assegnare gli appalti a varie cooperative. Ma evidentemente, se anche la classe operaia va in paradiso, qualcuno lassù decise che era giunto il momento di intervenire, e così un tribunale dichiarò che gli stipendi che le cooperative ben viste dal sindaco chirurgo, non rientravano tra quelli necessari per la sussistenza. Eh già, non bastavano nemmeno a sopravvivere, figurarsi a vivere. E contro Marino intervennero anche i consiglieri pentagrillini, all’epoca all’opposizione. Promesse, baci e abbracci, sembrava che, con la caduta di Marino finalmente si fosse raggiunta una pace lavorativa. Ed invece così non fu, proposte di chiusura della Roma Multiservizi, altre battaglie, altre occupazioni del Campidoglio da parte dei lavoratori. Lavoratori assunti a tutti gli effetti da una società privata. Non appartenenti a qualche categoria particolare, non ciclotassisti o ex qualcosa assunti in cooperative di losca appartenenza come quelle di Carminati. Lavoratori. E quest’anno, per queste persone, per questi dipendenti che, tra l’altro si occupano di assistenza all’infanzia presso le scuole comunali, che si occupano del trasporto alunni disabili presso i plessi scolastici, che si occupano delle pulizie, delle manutenzioni, ed ora anche della raccolta differenziata, per un appalto che nessuno voleva perchè tanto lavorare poco pagare, per loro non ci sarà stipendio a natale. E neanche la tredicesima se è per questo. Il motivo? Ignoto. O meglio, qualcuno saprà, ma non si dice, voci di corridoio, sussurri, ipotesi. Fatto sta che per molte persone questo natale non sara’ da ricordare, se non per il dolore di doverlo vivere, non per propria colpa, in modo non felice. Ci sarà pure chi dirà che tanta gente non ha i soldi per festeggiare, ma in questo caso parliamo di stipendi non dati, di un momento per cui spesso si attende un intero anno. Quella tredicesima tanto agognata per togliersi una soddisfazione, o per pagare i conti sospesi, non arriverà. E non si puo’ neanche sperare nello stipendio dei chi abbiamo accanto, soprattutto in famiglie dove in due non si arriva a fine mese perche’ ci sono altre bocche da sfamare, corpi da vestire, menti da nutrire. Per chi sta in Campidoglio questa situazione forse non sarà un problema, e poi basta iniziare il gioco dello scaricabarile e tutto va a posto, in questa nazione dove non si punta più sul merito di ciò che si è fatto ma sul demerito di ciò che hanno fatto gli altri. Oggi è la Roma Multiservizi, ieri erano i dipendenti Farmacap, prima ancora altri hanno pagato e domani chissà a tocca, in un gioco dell’oca in cui tutti perdono tranne chi è fuori dal giro, chi guarda la scena dall’alto. Natale in bianco, umori neri, dignità ancora una volta schiacciate