NON IN NOME DI SOPHIA

DI SERGIO SERGI

Sophia oggi ha tre anni e quattro mesi. È nata il 16 agosto del 2015 sulla fregata tedesca “Schleswig-Holstein”; la madre, Rahma di 33 anni, era partita cinque mesi prima da Mogadiscio ed era stata posta in salvo nel Mediterraneo insieme ad altri 453 migranti. A Sophia questo nome venne dato in omaggio alla ex principessa del Land Schleswig-Holstein. La madre e la neonata vennero sbarcate nel porto di Taranto dalla nave che faceva parte dell’operazione “Eunafor Med” dell’Unione europea coordinata dall’Alto Rappresentante Federica Mogherini.
Oggi il ministro dell’Interno annuncia davanti ad una commissione della Camera (domanda conseguente: anche a nome del ministro degli Esteri Moavero Milanesi e della ministra della Difesa, Trenta?) che l’Italia non consentirà il proseguimento dell’operazione peraltro guidata dall’ammiraglio italiano Enrico Credendino. Tre anni fa la missione “Eunafor Med” fu ribattezzata “Sophia”, come la bimba, per dare un “segnale di speranza”.
Noi non sappiamo dove sia adesso Sophia: di sicuro avrà imparato a camminare, a giocare ed a parlare. Ci piacerebbe immaginare che stia crescendo in un ambiente sereno. Speriamo, a questo punto, che non si trovi più in Italia per evitare di vivere nel Paese dove un ministro, che usa spesso la frase “lo dico da papà”, pronuncia invano il nome di “Sophia”.