SI ERA FERMATO AD AIUTARE. LO TROVA IL FRATELLO POLIZIOTTO INTERVENUTO SUL POSTO

DI CLAUDIA SABA

Si chiamava Stefano Colasanti.
Proprio il giorno prima aveva avuto un presagio di ciò che sarebbe accaduto in quella stazione di servizio sulla Salaria.
Si stava recando a Monterotondo per la revisione di un mezzo dei Vigili del Fuoco.
Ma sulla Salaria ha visto quell’incendio e si è dubito fermato.
Sceso dal mezzo è corso ad aiutare le persone in difficoltà.
Aiutare gli altri, era sempre stato il suo compito.
Ma questa volta, quel gesto di altruismo, gli è costata la vita.
Quando è arrivato sul luogo dell’esplosione ha dato subito l’allarme e si è poi gettato tra le fiamme per salvare quelle vite umane in difficoltà.
Ha fatto l’impossibile e
nonostante la sua lunga esperienza di 21 anni trascorsi sul campo, non è riuscito ad evitare l’onda d’urto provocata dell’esplosione.
E non ha avuto scampo. “È morto perchè prima per noi vengono gli altri”, ha detto un suo collega incredulo davanti a quella tragedia.
Proprio il giorno prima Stefano Colasanti aveva partecipato ai festeggiamenti di Santa Barbara nella Caserma di Rieti.
Simulava il morto durante l’esplosione di una cisterna di Gpl.
E proprio una cisterna di gpl, esplosa in circostanze ancora tutte da chiarire, l’aspettava su quella strada per porre fine alla sua vita.
Colasanti, originario di Vazio era molto conosciuto a Rieti.
Impegnato attivamente nel sindacato, in molti ricordano con quanto impegno e determinazione cercasse di difendere i diritti dei colleghi.
La grande passione per il calcio lo aveva portato ad accettare di allenare la squadra di calcio a 5 femminile del Cittaducale.
È stato il fratello, in sevizio sul luogo dell’incidente, a trovare il suo corpo senza vita.
Stefano Colasanti, lascia una figlia.
Insieme a lui, altri 7 vigili del fuoco, in servizio sul luogo dell’esplosione, sono rimasti feriti.