TASSE E TAGLI PER SALVARE LE PROMESSE. PAGANO MIGRANTI E MIDDLE CLASS

DI CORRADINO MINEO

Il Conte Tria, con al seguito per ora il SalviMaio, segue l’esempio di Macron, Mette una tassa per disincentivare i consumi inquinanti. In Francia sul carburante, in Italia sulla Panda, che costa meno ma inquina di più. Invece, un bonus, fino a 6mila euro, per chi compra l’auto elettrica, silenziosa ed ecologica, ma molto, molto cara. In Francia -lo sapete- è scoppiata una mezza rivoluzione, al grido di “Voi pensate alla fine del mondo, noi alla fine del mese”. E sappiate che più del 60% dei francesi vuole che il movimento dei gilets-jaunes non molli nemmeno ora che Macron, scavalcando il suo primo ministro, ha sospeso per un anno la carbon tax. Figuratevi, cari lettori, se il Caffè non sostiene l’innovazione ecologica, e dunque l’auto elettrica. E se non è arrabbiato con i grandi produttori di auto, FCA in testa, che hanno continuato a produrre prodotti inquinanti per nessun altro motivo che massimizzare il profitto. Ma chi vive lontano dalla metropolitana di Milano, dal tram e dall’anello ferroviario in costruzione a Palermo, chi vive in mezzo al nulla e l’auto la deve usare per tutto, chi vorrebbe il cielo azzurro ma arriva a stento alla fine del mese, che farà? Dovrà pagare.
Una “bastardata” la chiama così Mara Carfagna. La maggioranza Lega 5 Stelle ha bocciato un suo emendamento che stanziava 10milioni -una bazzecola se si pensa ai miliardi del reddito di cittadinanza- per aiutare gli orfani di femminicidio. I bambini la cui mamma è stata uccisa e il cui padre è in carcere per averla ammazzata. Il manifesto rende noto che la maggioranza ha pure tolto la carta famiglia agli immigrati poveri. Solo gli italiani optimo iure e i romeni (perché comunitari), con almeno 3 figli, avranno diritto al sostegno. Infame day, è il titolo. In realtà il ConteTria cerca disperatamente di far quadrare i conti. Non può rompere con la commissione europea, ora che lo spread cala sotto i 280 punti, ora che anche Savona, visti i dati del PIL, teme la recessione. Tria propone di rinviare, almeno di qualche mese, le riforme più costose, reddito e quota cento. Così però il SalviMaio perderebbe la faccia. La coperta è corta. Come sempre, nell’assalto alla diligenza della finanziaria, pagano i più deboli.
Pare che Minniti si ritiri dalle primarie. E che lo faccia perché Matteo Renzi sta cercando di migrare. Prepara un altro partito, di centro, per difendere la civiltà (urbana) dai barbari. Cioè dai 5Stelle, che sarebbero peggio della Le Pen. Per carità vedo anch’io -quando leggo certi commenti ai miei tweet- come esista un popolo di borghesi esasperati. Da Giuliano Ferrara, agli amici di Burioni (secondo cui i 5Stelle sarebbero tutti NoVax e farebbero arrivare oggi il morbillo, domani chissà quale altra pestilenza), fino a ex della destra, in comunione con ex sessantottini pentiti, secondo cui i gilet-jaunes sarebbero tutti delinquenti, incendiari, assassini”. Se vuole dare rappresentanza a questo umore sociale, faccia pure Matteo Renzi. Lo ho avvertito per tempo che si tratta di uno strato assai minoritario, che vorrebbe non un muro (quello di Trump!) alla frontiera col Messico, ma un muro, magari invisibile, intorno a Manhattan o al primo Municipio di Roma. E poi quello che, secondo me, guasta è il rancore. Renzi spacca il Pd perché non sopporta che Zingaretti e Gentiloni, Martina e Franceschini gli facciano portare il cappello delle sconfitte subite il 4 dicembre e il 4 di marzo. Sostiene Renzi di aver avuto sempre ragione ma di aver perduto perché bersagliato da fuoco amico. Il suo sarà un PRdR, Partito per la Riabilitazione di Renzi. Non funziona, non può funzionare.
La domanda che attende risposta è un’altra: che faranno le vedove (in)consolabili dell’ex rottamatore? Coloro che lo hanno sostenuto o forse subito e che ora, a quanto pare, saranno abbandonati? Ad oggi né Zingaretti, né Gentiloni, né Martina hanno presentato uno straccio di programma, un piano per l’Italia. E hanno detto (in un sistema proporzionale?!) di non volersi alleare: non con Salvini, non con Fico (interviste al Foglio) e ora non con Renzi, che li lascia. Che faranno, si faranno rottamare, finalmente, del senatore di Scandicci?