UNO DEGLI ORRORI CONTRO LE DONNE: LE VEDOVE E LE NON SPOSATE IN INDIA

DI SUSANNA SCHIMPERNA

Uno dei tanti orrori della religione. Uno dei tanti orrori contro le donne: le vedove e le non sposate in India.
Alla morte del marito, o se marito non l’hanno mai avuto, o se semplicemente danno fastidio alla famiglia, se un figlio o un parente non accetta di prendersene cura le donne vengono buttate per la strada. Non hanno diritti. L’eredità del marito va ai figli maschi, i pochi diritti ereditari vengono spesso violati.
A Vrindavan, detta “la città delle vedove”, pregano e mendicano, dormono negli squallidissimi ricoveri statali o nei ricoveri privati solo se lo decidono i proprietari, che sono spesso sacerdoti e in cambio chiedono anche favori sessuali, o si ammucchiano per le strade tenendosi caldo una addosso all’altra.
Il loro “lavoro” è cantare litanie devozionali e pregare, per qualche rupia che serve a comprare un pezzo di pane.
A Vrindavan si parla di 20 mila vedove, oltre alle donne mai sposate. In tutta l’India, raggiungono i 40 milioni o forse anche di più: un’intera nazione di reiette, che hanno la sola colpa di essere donne e di essere nate in un paese “spirituale”.