IN MARE NON C’È PIÙ NESSUNO A SALVARLI

DI EMILIANO RUBBI

Sono partiti in venticinque, su un barcone di legno, da Sabrata, a qualche decina di km di distanza da Tripoli.

Sono tornati indietro in dieci.
Gli altri quindici sono morti di fame e di sete a bordo del barcone.
Sono andati alla deriva per quasi due settimane.
Ma in mare non c’era più nessuno a salvarli, dopo lo stop del governo italiano alle ONG.

Nel frattempo, in Italia, un emendamento leghista alla manovra (approvato anche dai cinque stelle) ha deciso che le famiglie formate da extracomunitari regolari non potranno più accedere alle agevolazioni economiche destinate ai nuclei familiari numerosi.

Per far risparmiare lo Stato?
No.
I costi delle agevolazioni sono totalmente a carico dei singoli enti o delle singole attività commerciali che decidono di aderire all’iniziativa.
Ma il governo ha deciso che potrà valere SOLO per gli italiani e i comunitari europei, anche se non grava in nessun modo sulle casse pubbliche.
Perché?
Perché #primagliitaliani.
Gli altri devono stare male, non devono avere diritti, devono soffrire.
E non importa se a noi quei diritti non costerebbero nulla.

Questo mentre il ministro Salvini, il principale responsabile di questa situazione, pubblicizzava allegramente Star, Barilla e Perugina sul suo profilo Facebook.

La fotografia di un paese grottesco.