C’È UN MONDO CHE CREPA. E L’ECOTASSA NON È UNA STUPIDAGGINE

DI MARCO FURFARO

L’ecotassa non è una stupidaggine, ma una misura su cui discutere seriamente per implementarla al meglio. Perché abbiamo il dovere di costruire un modello che premi chi meno inquina e che premi coloro che producono tutelando l’ambiente.

Il Tav non è un’opera che va fatta a prescindere, ragionare di costi e benefici è il minimo, non solo e non tanto perché c’è chi evidenzia da anni criticità e inefficacia dell’opera. Ma perché se dobbiamo spendere miliardi dobbiamo farlo per coniugare la creazione di posti di lavoro, la mobilità e la tutela dei nostri ecosistemi.

Il Tap non è inamovibile, ma si deve e si può discutere se fermarlo, ragionare su altre forme di approvvigionamento, spostarlo a nord della bellissima spiaggia di San Foca.

Oggi tutto va ponderato, scientificamente. Non per un pregiudizio ideologico o perché siamo fricchettoni ambientalisti, ma perché il mondo sta crepando e perché cambiare modello di sviluppo non solo salva il mondo, ma crea nuovi e buoni posti di lavoro.

I cambiamenti climatici causati dall’uomo stanno quasi per divenire inarrestabili ed è semplicemente stupido continuare a guardare il mondo con gli stessi occhiali da vista che ci hanno portato al disastro.

In queste ore a Katowice è in corso la COP24, la conferenza in cui si decide il futuro del clima e, di conseguenza, del Pianeta. Rimangono pochissimi anni, infatti, prima che i cambiamenti climatici siano irreversibili.
In Italia, c’è un curioso ritorno all’”amor di patria”, che si accanisce contro i migranti ma che se ne frega se l’Italia affonda tra incuria e abusivismo, se ogni volta che piove ci sono milioni di euro di danni, se 6000 scuole, 500 ospedali, il 91% dei comuni è a rischio dissesto, se a Roma, a dicembre, ci sono 20 gradi per poi passare ad acquazzoni che demoliscono le strade.

Il governo preferisce passare il tempo a occuparsi di come buttare per strada i migranti, piuttosto che dare risposte ai problemi veri.

Nessuna idea su come tutelare i territori, nessuna discussione su economia circolare, fonti rinnovabili, mobilità sostenibile. Tutta roba che crea posti di lavoro, eh. Ma niente di niente.

La destra al governo passa il tempo a individuare come nemico di tutti i mali quelli che hanno la pelle di un colore diverso dal nostro. Ciò che rimane della sinistra a saltare sul carro di posizioni conservatrici (viva la tav a prescindere, no all’ecotassa a prescindere, stesse idee sviluppiste tristi e inefficaci, zero conoscenza di economia circolare e nuovi modelli produttivi e sociali) pur di rinunciare a fare una seria opposizione che svelerebbe le contraddizioni nella maggioranza. E che farebbe capire alla gente che il nostro problema non è quale postazione avranno Gentiloni o Minniti o Calenda in un prossimo futuro, ma quale sarà il futuro dell’Italia, sempre che ne avrà uno.

C’è un mondo che crepa, Salvini e il suo razzismo lo batterà solo chi deciderà di occuparsene.