LA PERDITA DI CREDIBILITA’

DI GIANFRANCO MICALI

Viviamo tempi incerti. Non soltanto in economia, ma soprattutto nella Comunicazione. Per carità: il Governo gialloverde non ha le idee del tutto chiare e per questo dovrebbe smettere qualsiasi annuncio, piccolo o grande, e soprattutto bloccare gli spifferi. provenienti dalle loro fila. Ma giornali e tv ne sparano a raffica ogni giorno, ogni minuto, ogni secondo. E quel che è peggio senza la minima spiegazione né rispetto per il lettore. Prendete ad esempio la notizia sulle pensioni d’oro che dovrebbero essere penalizzate non più al 25 ma al 40 per cento. Di che cosa ? Della platea ? Di tutti coloro che superano un certo limite ? O solo ai più ricchi ? Boh. Non una pur piccola delucidazione. E questo è un andazzo abituale. Capisco la volontà di spaventare i possibili elettori di Lega e Cinque Stelle,considerati avversari politici dei loro editori, ma chi titola e scrive per poi dover magari rettificare il giorno dopo, non si pone mai il problema della credibilità ? A me capitò di dirigere per poco un giornale locale in difficoltà perché poco attendibile. In quei giorni, nel pieno di un sequestro di persona, si ricercava il capo della banda. Per puro caso apprendemmo in redazione che la madre abitava nei paraggi, e un bravo cronista riuscì a intervistarla. Mi aspettavo un notevole incremento di vendite. E invece ci fu addirittura un calo. Come se un “passaparola” avesse urlato: questa volta l’avete sparata davvero grossa !
Compresi allora che per qualsiasi giornale la perdita di credibilità è una specie di default. Una bancarotta praticamente irrecuperabile.

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