INVECCHIO A VISTA D’OCCHIO

DI GIANFRANCO ISETTA

Invecchio a vista d’occhio mentre scrivo
Non so dove finisca la parola
che s’insinua nel vuoto di memoria
per quel nome che più non riconosce.
Le palpebre abbassate nel ritegno.

Mi daranno conforto lenti nuove
e proverò, nel sollevare il velo
accarezzandola, a scoprirne un poco
la nudità di quel suo corpo-sette (*)
che contro il cielo la imprigiona al foglio.

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