L’ANNUNCIAZIONE DI PIERO DELLA FRANCESCA A PERUGIA

DI VANNI CAPOCCIA

Il Polittico di sant’Antonio dipinto da Piero della Francesca per un convento francescano femminile di Perugia è l’opera più ammirata della Galleria Nazionale dell’Umbria, un’opera che ha fatto tanto discutere storici dell’arte prima che ne venisse appurata l’altissima qualità della quale la Cimasa con l’Annunciazione è la vetta più alta.

Cimasa che sconvolge la consuetudine con la sua forma strana e la grandezza esagerata rispetto al resto del Polittico, nella quale Il pavimento bianco e rosa del luminoso e principesco chiostro ricorda le facciate di numerose chiese perugine. Se la si guarda con cura ci si accorge che ogni striscia bianca del pavimento coincide con il basamento in marmo delle colonne (di quattro candide colonnine ciascuna) dello straordinario loggiato.

l’Angelo annunciante e la Madonna si trovano proprio sopra una di queste strisce bianche di marmo; e immaginando di stare dietro l’angelo si intuisce tra lui e la Madonna una delle colonne che reggono il loggiato messo di tralice che non è, come sembra, di una sola arcata ma di due.

Quindi, i due non possono vedersi. Siccome è impossibile pensare che Piero, genio della prospettiva, possa essersi sbagliato è chiaro che con questo espediente spaziale voleva ricordare l’aspetto non terreno ma trascendentale di ciò che stava accadendo non ancora appartenente alla sfera umana, ma a quella spirituale.

Un attimo dopo, invece, tutto fino alla resurrezione di Cristo diventerà terreno. Ed è giustificato pensare che, proprio sotto la Madonna col Bambino, nell’unica parte del polittico mancante fosse dipinta una Resurrezione di Cristo o una Crocifissione dove la Resurrezione è insita per riportare la vita di Gesù nell’ambito divino dov’era stata concepita.

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