CANZONI EVERGREEN DI UN MONDO STRALUNATO. CANTA CALCUTTA

DI CHIARA GUZZONATO

Se, come me, pensavate che Calcutta fosse solo una città dell’India o l’appellativo di Madre Teresa, be’, oggi imparerete una cosa nuova: pare che Calcutta sia pure un cantante, che scrive frasi ricche di ricerca scientifica del tipo “Lo sai che la tachipirina 500 se ne prendi due diventa 1000?”, dimostrandoci di avere anche studiato la matematica.

La cosa che mi lascia un po’ di stucco è il fatto che digitando “Calcutta” su Google, i primi risultati sono del suddetto artista e la sua pagina su Wikipedia. Per trovare qualcosa di diverso dalla musica, bisogna andare alla terza pagina, dove spunta in fondo un timido “wikivoyage” con consigli di viaggio per la città indiana. Mah.

Edoardo D’Erme, Latina, classe 1989, scrive canzoni indie rock e indie pop (e no, il nome d’arte non c’entra nulla. È nato “per caso, parlando con gli amici”). Il successo, dopo esibizioni per locali e l’incisione del primo album, arriva nel 2015 con “Mainstream”, con il quale raggiunge notorietà nazionale. Il brano principale è “Cosa mi manchi a fare”, descritta come una canzone profonda sulla fine di un amore che ci lascia vuoti, inutili. Scusatemi, forse mi manca la profondità di pensiero, ma: “Pesaro è una donna intelligente” mi sembra una frase buttata là. E troviamo conferma nelle parole dell’autore, che pare faccia un po’ tutto per caso e senza sapere il perché: “Ad essere sincero non mi ricordo bene come è nata quella frase. Quella canzone l’avevo scritta molto tempo fa, me la sono dimenticata e poi l’ho ritrovata in un video che avevo registrato per caso. Penso che ai tempi volessi dire ‘Pesaro è una donna intelligente’ allo stesso modo di ‘Roma nun fa’ la stupida stasera’.” Peccato che la frase di Rugantino, quella sì, avesse un senso. Senza considerare il povero bambino cingalese che nel video canta in play back (scoordinato) tutto il brano camminando per Torpignattara, passando in rassegna tutti gli extracomunitari del quartiere intenti nei loro lavori quotidiani. Qualcuno me ne spieghi il senso.

Ma proseguiamo: oltre a cantare le proprie canzoni, Calcutta le scrive anche per altri. J-Ax, Fedez, Nina Zilli, Francesca Michielin, Elisa, sono alcuni degli artisti per i quali ha scritto.

A fine 2017 un nuovo singolo dal titolo evocativo “Orgasmo” (“tanto tutte le strade mi portano alle tue mutande”). Il capodanno 2017/2018 vede il cantautore al centro di qualche polemica: Edoardo percepisce infatti un cachet da 5000 euro dal Comune di Bologna, per preparare una playlist di un’ora da far risuonare in piazza e passare l’ultima notte dell’anno dove gli pare e piace. Mica male.

Il 16 maggio di quest’anno esce il singolo “Paracetamolo” (quello della tachipirina) che anticipa il terzo album “Evergreen”. Nel brano, oltre a scoprire che 500 per due fa 1000, veniamo a sapere anche che il Duomo di Milano è paracetamolo sempre pronto per le nostre tonsille. Buono a sapersi, sia mai che passi per di là con un po’ di mal di gola.

Insomma, dopo tutto questo successo inaspettato, improvviso, e innumerevoli altri “in-“ che mi verrebbero in mente ma non elenco, ora Calcutta sbarca pure al cinema. Eh sì, da oggi fino al 12 dicembre potremo vedere il faccione barbuto di Edoardo anche sul maxischermo del cinema del nostro quartiere, in un film-evento, “Calcutta-tutti i in piedi”, che ci mostra il concerto sold-out tenuto il 6 agosto scorso all’Arena di Verona. È stato persino cercato lui dal regista del suo film: “Ero andato in fissa con le sue canzoni”, raccontava a metà novembre Giorgio Testi a “Rolling Stone”. E per trovarlo ha smosso mezzo mondo, manco stessimo parlando di Elton John.

Insomma, pare che questo ragazzo romano che canta con le vocali aperte come se fosse milanese sia all’apice del suo successo e della sua popolarità. E noi gli auguriamo che il vento continui a soffiare in poppa. E che non finiscano le scorte di paracetamolo.