INCENDIO STABILIMENTO TMB SULLA SALARIA: NUBE DI FUMO VISTA FINO AL CENTRO DI ROMA 

DI MARINA POMANTE

All’alba di questa mattina si è innescato a Roma un incendio nello stabilimento di trattamento dei rifiuti in via Salaria 981, alla periferia nord-orientale di Roma. in questo momento sono ancora al lavoro 12 squadre di vigili del fuoco, un totale di 40 uomini, che stanno intervenendo per evitare la propagazione delle fiamme ai depositi vicini. L’impianto di trattamento meccanico-biologico (Tmb) è sempre stato molto contestato dagli abitanti dei quartieri vicini.

L’incendio è iniziato intorno alle 4.30, a prendere fuoco un capannone di 2 mila metri quadrati. L’allarme è stato lanciato dal guardiano della struttura che ha raccontato di aver sentito uno scoppio. Sul posto i carabinieri della compagnia Roma Montesacro, che stanno svolgendo le indagini sull’accaduto. L’assessore all’Ambiente del Campidoglio Pinuccia Montanari ha spiegato: “è stata attivata una cabina di regia permanente con la Regione per valutare le azioni da mettere in campo ed eventuali rischi per la popolazione” in attesa “della valutazione da parte degli esperti competenti” per possibili provvedimenti a tutela della salute dei residenti della zona.

La nube di fumo si è propagata su tutta la capitale e il Comune sollecita la cittadinanza a “tenere le finestre chiuse”.
I vari quartieri limitrofi sono stati raggiunti dall’odore acre, la zona più interessata è la borgata Fidene. La nube di fumo che si eleva dal centro trattamento rifiuti e visibile anche in lontananza e ancora ora, nell’aria si percepisce l’odore pungente. L’Arpa è al lavoro per monitorare la qualità dell’aria e il Campidoglio ha scritto una nota per denunciare la situazione: “In seguito all’incendio sviluppatosi nell’impianto Tmb Salario, per ragioni precauzionali, in attesa dei dati delle misurazioni dell’aria da parte di Asl e Arpa Lazio, le raccomandazioni sono di chiudere le finestre laddove si percepisce odore, ma soprattutto evitare attività all’aria aperta ed evitare di consumare prodotti colti nell’area circostante all’incendio. Inoltre per precauzione l’asilo a ridosso dell’impianto è chiuso. I vigili del fuoco ci hanno avvisato che non ci sono allarmi da nube tossica”.

L’impiamto Tmb verso le 10,30 del mattino, ancora le squadre dei vigili al lavoro.

Il presidente del Municipio III di Roma Giovanni Caudo sul suo profilo facebook scrive: “Per precauzione comunque invito la cittadinanza del Municipio a tenere le finestre chiuse con particolare attenzione alle scuole che invitiamo anche a non far uscire i ragazzi in cortile” e aggiunge “Invito inoltre le persone che hanno difficoltà respiratorie ad evitare di uscire all’aria aperta nelle zone esterne e prossime all’impianto. C’è attiva una cabina di regia con vigili del fuoco, se ci sono nuove segnalazioni di allarmi vi avvertiremo per tempo”.
Il minisindaco di Montesacro Giovanni Caudo all’Adnkronos ha aggiunto: “Questa è l’ulteriore prova che questo impianto di via Salaria va chiuso. Noi lo stiamo dicendo da mesi, è obsoleto, vecchio. Non bisognava arrivare a queste situazioni”.

Il sindaco Virginia Raggi che in questo momento è a Ostia per l’abbattimento di uno stabilimento ha lanciato un appello: “Sto andando a verificare di persona la situazione. Voglio lanciare un appello a tutte le città del Lazio e alle altre regioni affinchè collaborino in questo momento, soprattutto alla vigilia di Natale, per risolvere temporaneamente e nel minor tempo possibile questa situazione. Un incendio doloso? C’è la procura che sta indagando, non mi pronuncio”. Il Tmb Salario, gestito da Ama, la partecipata dei rifiuti del Campidoglio – tratta mediamente 600 tonnellate di spazzatura al giorno. Una quantità pari a circa un quinto della produzione giornaliera di rifiuti in città, che si attesta mediamente sulle 4.500 tonnellate. Nei piani di Ama la struttura, di cui da anni cittadini e comitati di zona chiedono la chiusura per via dei miasmi e dei fumi prodotti, dovrebbe rimanere attiva come Tmb fino alla fine del 2019 per poi essere riconvertita, sempre comunque come sito di trattamento dei rifiuti.

La nube di fumo fino al centro di Roma

I comitati dei quartieri sono dal 2011 che chiedono la chiusura dell’impianto , ma non sono mai stati ascoltati.
Adriano Travaglia, presidente del comitato Villa Spada, impegnato da molti anni sul territorio per chiedere la chiusura dell’impianto ha detto: “Fin dal 2011 combattiamo questa battaglia nessuno ci ha mai creduto lo abbiamo detto a tutti i tavoli e ultimamente anche alla Camera e al Senato. L’assessore all’Ambiente del comune, Montanari, uscendo da qui ha detto che adesso aprirà un tavolo di crisi, ma quando glielo abbiamo chiesto noi di mettersi attorno al tavolo non ci hanno voluto dare retta. Siamo preoccupatissimi per la salute di tutti i cittadini. Questo danno ambientale causato da loro, avrà conseguenze su di noi per anni”.