LA PAGLIACCIATA CRUDELE DEGLI SGOMBERI

DI SILVESTRO MONTANARO

Chiunque sia passato stamattina per la Tiburtina, a Roma, avrà pensato che fosse in corso un’operazione antiterrorismo o antimafia.

Un dispiego di forze eccezionale, persino i reparti antisommossa.

Era invece in corso lo sgombero di una fabbrica abbandonata, la ex Penicillina, disposto dal Sindaco di Roma, Virginia Raggi. A metterci il carico da novanta e a trasformare questa operazione in una sceneggiata televisiva, ovviamente, il ministro degli interni che non ha mancato di presenziare e auto celebrarsi.

Lo sgombero era “atto dovuto “. In quello stabile la situazione sanitaria era off limits e la vecchia fabbrica era stata luogo di ogni orrore. Vi abitavano, da anni, disperati di ogni tipo, esseri umani all’ultimo gradino della vita sociale. Per anni questa situazione, conosciuta, è stata tollerata e quei disperati abbandonati al loro solitario degrado appena attenuato dal meritorio intervento di volontari e associazioni.

Lo sgombero era nell’aria e chi viveva in quella topaia era già traslocato in altrettante topaie. Tanti i luoghi e le abitazioni abbandonate senza che proprietari e istituzioni se ne facciano carico. L’enorme dispiegamento di forze dell’ordine ha fatto i conti con una quarantina di poveracci, niente altro. Lo stabile ora è libero come l’enorme quantità di amianto che ospita e che da tempo reca danno alla salute di chi vive in zona.

Un’operazione costosa e inutile, in nome del famigerato “ruspa” sempre e comunque. Non un intervento di vera bonifica, solutori, degno di uno stato civile. E’ inutile sgomberare per lasciare per strada, inutile allontanare chi comunque non avrà altra alternativa che cercarsi un’altra topaia, un’altro cunicolo di fogna. Inutile promettere espulsioni che si sa bene non potranno essere effettuate.

Uno stato civile affronta i problemi per davvero. Non scatena la sua potenza contro un pugno di disperati. Si occupa di loro, affronta i temi della malattia mentale e della solitudine che li affliggono, risolve i problemi di chi non ha casa e lavoro, offre alternative a chi è finito nei meandri della droga o della prostituzione, affronta l’immigrazione nelle sue cause più vere e mai dimentica di avere a che fare con esseri umani.

Tutto il resto è solo pagliacciata crudele, guerra di propaganda sulla pelle dei più disgraziati, menzogna lurida e cinica che accontenta platee urlanti per un solo momento, quello dell’esibizione televisiva. Il momento dopo, infatti, e purtroppo, i problemi si ripresentano uguali. Quelli che nessuno vuole affrontare.