UN MONDO DI DODICENNI CHE STANNO IN DISCOTECA SINO ALL’ALBA

DI FRANCESCA DE LUCA

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È scontato lo sconcerto e il dolore per la tragedia che è costata dalla vita a 6 persone. 5 giovanissime vite e una mamma.
È scontato che spero che i veri colpevoli di ciò che è successo – chi non si è preoccupato della sicurezza ed ha voluto speculare sulla pelle di qualche ragazzino – paghino per ciò che è successo.
Al di là di questo, quanto successo a me è servito per scoprire un mondo (e sì, ero ignorante), quello dei dodicenni che stanno in discoteca fino all’alba e dei genitori che li accompagnano ad ascoltare un cantante che tratta (nei suoi testi) le donne come merda. Manco parlo della questione droga. La questione patriarcale è decisamente peggiore.
Ecco. Io non sono una santa, i miei amici dell’epoca lo erano meno.
Ma se si ascoltava qualcosa di inopportuno lo si faceva ben nascosti dai genitori. Perchè ci si vergognava. E se ci si vergognava era perchè si capiva che quei testi non erano adatti. Che quelle parole erano sbagliate. Che quei contenuti erano irripetibili. Ed era sano. Era sano trasgredire ed era sano sapere che l’autorità non avrebbe tollerato.
Ora cresciamo figli di cui vogliamo disperatamente essere amici, arrecando loro il danno peggiore: crescere senza una guida.

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