VIKTORIA PLZEN 2 ROMA 1. I GIALLOROSSI SI PORTANO I FANTASMI AGLI OTTAVI DI CHAMPIONS

DI GIACOMO MEINGATI 
Al calcio d’inizio delle due partite del gruppo G la sfida vera si gioca tra Cska Mosca e Viktoria Plzen per un posto in Europa League. 
Le rispettive avversarie, ossia Real Madrid per i russi e Roma per il Viktoria, giocano da già qualificate per gli ottavi di Champions League e non si contendono niente, essendo già decise anche le prime due posizioni del girone. La Roma, per questo motivo, scende in campo con una formazione largamente rimaneggiata, Di Francesco da spazio all’esordio, a 35 anni, in Champions League di Antonio Mirante, lancia il Flaco Pastore dal primo minuto e da ancora una volta fiducia al centro dell’attacco al finora deludente Patrik Schick. 
Anche se alla gara la Roma non aveva niente da chiedere, è tuttavia deprimente notare il ripetersi dello stesso identico meccanismo che in tante, troppe occasioni è costato alla Roma punti e posizioni in campionato, oltre al primo posto nel girone di Champions. È un dato di fatto che quando Antonio Mirante compie il suo primo vero intervento impegnativo sono già passati i primi 45 minuti di gioco, in cui la Roma ha avuto la partita in pugno e ha dato l’impressione di poter dominare la gara. Sono tutte nella prima frazione di gioco le (poche) buone cose in casa Roma, tra le quali due aperture a tutto campo che accennano a quel che Javier Pastore potrebbe essere per questa squadra e che ancora, per motivi mentali e fisici, non riesce a diventare. 
Poi, ripetendo un copione troppe volte già visto in questa stagione, la Roma smarrisce il lume della ragione, la squadra si confonde, si sfalda, perde concentrazione permettendo ai padroni di casa di prendere fiducia e iniziare a crescere nella costruzione offensiva che alla fine li porta prima al vantaggio con Kovarik e poi, dopo il momentaneo pareggio di Under, al definitivo 2 a 1 firmato da Chory, che mette in rete un pallone ribattuto da Mirante dopo che, come in occasione del primo gol, la palla ha attraversato tutta l’area di rigore giallorossa senza che nessun difensore romanista intervenga. 
Tanti, troppi, reiterati i cali di tensione della retroguardia romanista, che vede anche questa sera un Marcano non all’altezza e irriconoscibile rispetto al roccioso difensore visto al Porto, e un Santon sempre in ritardo sul suo uomo in occasione dei due gol. 
Questi, oltre al consueto smarrimento del timido e ansioso ragazzo con la 14, che pascola sfiduciato per il campo e che un tempo era Patrik Schick, uno dei più luminosi talenti del calcio europeo, sono i tanti presagi infausti per una Roma che, nonostante prosegua la sua corsa in Champions verso gli ottavi, mostra davvero troppe ombre per far pensare a qualcosa di positivo in questa sua altalenante annata. 
A festeggiare è la squadra di casa, che riesce ad approfittare delle insicurezze e delle distrazioni degli ospiti e a rendere vana l’impresa del Cska che batte il Real Madrid, garantendosi così un posto in Europa League. Il Viktoria Plzen parte in sordina, schiacciata dal maggior talento dei giallorossi che poi però cedono alla distanza, e la squadra di casa è brava a far valere la maggior determinazione e la voglia di raggiungere il terzo posto che valeva un futuro in Europa.