IN UN ANNO AUMENTANO GLI ITALIANI PRO-UE DA 49% a 64%

DI PATRIZIA ING. LASSANDRO

Sale costantemente la percentuale degli italiani che percepisce l’appartenenza del proprio Paese all’Ue come qualcosa di assolutamente positivo e imprescindibile, almeno, stando a quanto stabilito da un sondaggio lampo di Eurobarometro richiesto dal Parlamento Ue. La percentuale è salita di 15 punti, fino a 64% dal 49% censito a dicembre 2017. Lo ha riferito il Pe (Parlamento Europeo). Le interviste sono state attuate su un campione di 26.071 persone in 27 stati membri tra il 26 novembre ed il 3 dicembre del 2018.Il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, ha commentato positivamente la notizia: “il sondaggio indica una forte crescita degli italiani che giudicano positivamente l’appartenenza all’Ue. Malgrado la propaganda di questo governo gli italiani capiscono che l’Europa va cambiata ma ci serve”. L’ex premier Paolo Gentiloni afferma via Twitter : “Sono bastati sei mesi di governo Lega-M5S per farci amare di nuovo l’Europa”.
Per contro, il 15% degli italiani ritiene che stare nell’Ue sia “negativo” per l’Italia, mentre il 18% non lo considera né una cosa buona né cattiva; il 3% non sa rispondere. La percentuale di coloro che in Italia giudicano positivamente il fatto che l’Italia faccia parte dell’Ue è ancora sotto la media dell’Ue a 27 (68%), ma di soli quattro punti percentuali. Basso il sostegno all’Ue in Francia, il paese più favorevole è l’Irlanda. Basso il sostegno all’Ue in Francia, dove infuria la rivolta dei Gilets Jaunes, ossia i Gilet Gialli, che hanno messo in forte difficoltà la presidenza di Emmanuel Macron. Appena il 58% dei francesi valuta positivo che il Paese faccia parte dell’Ue, mentre il 14% pensa che sia una cosa negativa. Il 24% non lo considera né positivo né negativo, il 4% non sa rispondere. Il Paese più favorevole è l’Irlanda, dove far parte dell’Ue è positivo per l’84% dei cittadini; segue la Germania, con l’81%. Nella fascia definita “pro” si trovano anche Lussemburgo (80%), Estonia (76%) e Austria (75%); in quella “non a favore” Paesi che sono per lo più beneficiari netti del bilancio Ue, come Croazia (49%), Bulgaria (54%), Ungheria (55%), Grecia (57%) e Repubblica Ceca (57%). Quest’ultimo stato ha la disoccupazione più bassa di tutta l’Unione, pari al al 2,4% a giugno. Per quanto riguarda le prossime elezioni europee, solo il 47% degli intervistati afferma di averne sentito parlare recentemente in tv, sui giornali o su Internet, mentre il 52% non ricorda di aver sentito farne cenno.
Stando a quanto riportato da chi non si rispecchia in questo dato, sarebbero pilotate le ricerche di mercato dato che probabilmente potrebbe bastare impostare in modo leggermente diverso la domanda per influenzare il target e variare significativamente le percentuali.