SFERA E BASTA. L’IMPORTANZA DI SAPER DIRE NO

DI MARUSKA ALBERTAZZI

Riccardo e il pianoforte.
– Riccardo, hai fatto gli esercizi di pianoforte?
– No, mamma. Ma a me non piace più pianoforte, posso smettere le lezioni?
– No.
– Ma tu non mi puoi obbligare a fare una cosa che non mi piace.
– Certo che posso. Lo faccio continuamente. Ti piace lavarti? No. E io ti obbligo a farlo. Ti piace mangiare le verdure? No. E io ti obbligo a farlo. Tanto ti ho obbligato, che alcune verdure adesso ti piacciono. Lavarti, mangiare le verdure e conoscere la musica sono tutte cose necessarie. E si fanno. Anche se all’inizio ti devi forzare un po’. Poi arrivi al punto che non puoi più farne a meno.

Allora, provo a dirvela così. Un conto è scrivere pezzi trasgressivi che inneggiano a droga e sesso facile inserendo nel testo immagini forti – spesso metaforiche – e a volte sgradevoli ma riuscendo a mantenere un certo lirismo che è un insieme di parole, musica, tono, voce, carisma, immaginario. Un altro, scrivere un testo banalmente volgare che rimanda a un immaginario altro (quello dei gangsta rapper black del block) di cui non si conosce appieno il senso e che si trasforma in frasi didascaliche, mal scritte, prive di qualsivoglia lirismo o appeal. Questo non significa vietare, censurare o rendere illegale, piuttosto proporre ai nostri figli un panorama musicale più ampio che possa mettere in prospettiva la merda. Poi, che Dio ci aiuti, che ne abbiamo bisogno.